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Attualità 3 min di lettura4 ore fa

Brescia, il nuovo reparto per i trapianti pediatrici: 724 bambini già curati

Gli Spedali Civili inaugurano un’area rinnovata con cinque stanze protette, tecnologie avanzate e spazi dedicati alle famiglie dei piccoli pazienti.

Dal 1990 oltre 700 bambini, arrivati dall’Italia e dall’estero, hanno ricevuto un trapianto di cellule staminali agli Spedali Civili di Brescia. Oggi, sulla base di questa lunga esperienza, l’ospedale pediatrico inaugura un reparto completamente rinnovato, realizzato grazie a un investimento di 1,5 milioni di euro e a una raccolta fondi sostenuta dall’intera comunità bresciana.

Il nuovo reparto di Trapianto di midollo osseo pediatrico, intitolato a Monica e Luca Folonari, è stato promosso da Ail Brescia Odv e dalla Fondazione della Comunità Bresciana. L’intervento ha riguardato sia gli ambienti destinati ai pazienti sia quelli utilizzati da medici, infermieri e familiari, con l’obiettivo di rendere più sicuro e sostenibile un percorso di cura spesso lungo e complesso.


Cure avanzate per i piccoli pazienti

La struttura dispone di cinque camere a pressione positiva, tutte dotate di filtro di ingresso e bagno privato. Sono stati inoltre predisposti nuovi locali per il personale medico e infermieristico, depositi, spogliatoi, servizi e aree riservate ai parenti.

Il progetto comprende anche impianti tecnologici aggiornati e apparecchiature per il controllo dei parametri vitali. Arredi, letti, televisori e colori sono stati scelti tenendo conto della quotidianità dei bambini, delle loro famiglie e degli operatori che lavorano nel reparto.

La riqualificazione era diventata necessaria per adeguare gli spazi a un’attività sanitaria particolarmente delicata. Nel giugno 2025 erano già 724 i pazienti trattati nel reparto pediatrico, dove il laboratorio dedicato alle cellule staminali ha sviluppato anche procedure per i trapianti aploidentici, possibili in alcuni casi utilizzando cellule di un genitore non pienamente compatibile.


Una raccolta fondi diventata comunità

Una parte decisiva delle risorse è stata assicurata da Ail Brescia e dal Fondo “Cavaliere del Lavoro Francesco Folonari, Monica e Luca Folonari”, creato da Luisa Marchesani Folonari presso la Fondazione della Comunità Bresciana. Alla mobilitazione hanno poi partecipato associazioni, imprese, fondazioni, gruppi e singoli cittadini.

La campagna è stata accompagnata anche dal “Diario di bordo di Tom”, un racconto simbolico del viaggio affrontato dai bambini in attesa del trapianto, dalla ricerca del donatore fino alle diverse tappe del percorso. Il sostegno raccolto ha consentito di completare i lavori e di trasformare un progetto iniziale in un luogo concreto di assistenza.

Ail Brescia ha seguito l’intervento anche sul piano operativo. La progettazione è stata affidata a DA.MA. Engineering, con il geometra Michele Canciani e l’ingegnere Stefano Dioni, mentre l’associazione ha collaborato alla scelta delle aziende e dei fornitori. Il cantiere, aperto nel luglio 2025, è stato seguito in tutte le sue fasi fino alla conclusione.

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Il nome di Monica e Luca

Il reparto conserva l’intitolazione dedicata ai figli di Luisa Marchesani Folonari, scomparsi prematuramente. La madre, morta lo scorso luglio, aveva sostenuto con convinzione la riqualificazione e aveva destinato parte del proprio impegno filantropico alle persone più fragili, ai bambini, alle famiglie colpite dalla malattia e agli anziani.

Il fondo istituito in loro memoria ha avuto un ruolo centrale nel finanziamento dell’opera. Il nuovo spazio rappresenta così anche la prosecuzione di un impegno personale trasformato in un aiuto rivolto a molte altre famiglie.


Sopravvivenza salita al 90 per cento

Luigi Cajazzo, direttore generale della Asst Spedali Civili di Brescia, ha ricordato che dietro ogni bambino ricoverato c’è una famiglia che affida speranze e aspettative al personale sanitario. A margine dell’inaugurazione ha sottolineato il progresso dell’oncoematologia pediatrica: circa quarant’anni fa la possibilità di guarigione era del 65 per cento, mentre oggi il tasso di sopravvivenza raggiunge il 90 per cento.

Secondo Cajazzo, alla qualità del lavoro clinico dovevano corrispondere ambienti adeguati e strumenti tecnologici aggiornati. Il direttore generale ha quindi ringraziato le persone e gli enti che hanno contribuito alla realizzazione del reparto.

Giuseppe Navoni, presidente di Ail Brescia Odv, ha ricordato infine la propria esperienza di padre di una bambina curata proprio in quegli spazi. La figlia Alessandra non c’è più, ma quella vicenda lo ha portato a mantenere nel tempo il suo impegno accanto alle famiglie che affrontano la malattia.

Grazie alle somme raccolte con la campagna di Natale 2025, Ail Brescia finanzierà inoltre servizi gratuiti di sostegno psicologico e nutrizionale per i piccoli pazienti e per i loro familiari, affiancando alle terapie un supporto dedicato al benessere durante l’intero percorso.

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