Borse europee in calo, pesano Hormuz e i titoli tecnologici
L'incertezza sul voto americano si somma alle vendite del settore tecnologico e alla nuova tensione militare nello Stretto
I principali listini europei hanno aperto in ribasso, sotto il peso delle tensioni nello Stretto di Hormuz e delle vendite sui titoli tecnologici. Gli investitori attendono anche le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, che potrebbero modificare gli equilibri del Congresso.
Tiqets
-6% sui musei da Tiqets
Il voto americano atteso dai mercati
Il rinnovo parziale del Congresso stabilirà chi controllerà Camera e Senato negli ultimi due anni della presidenza di Donald Trump. Secondo le previsioni di Polymarket, la probabilità di una maggioranza democratica al Senato è del 77%, mentre alla Camera l’affermazione dei democratici viene considerata quasi certa.
Un Congresso a guida democratica potrebbe limitare il margine d’azione della Casa Bianca. I mercati, per questo, stanno evitando nuove posizioni in attesa dei risultati, mentre la possibilità di un ulteriore aggravamento del conflitto con l’Iran alimenta la prudenza.
Vendite su tecnologia e banche
A Milano il Ftse Mib ha perso l’1% in apertura. Parigi è scesa dello 0,5%, Francoforte dello 0,8%, Madrid dell’1%, Amsterdam dello 0,6% e Londra dello 0,4%.
Le vendite hanno colpito soprattutto i titoli tecnologici: Prysmian ha ceduto il 2,56%, STMicroelectronics il 3,27% e Technoprobe il 2,57%. Tra le banche, Intesa Sanpaolo ha lasciato sul terreno l’1,6% in attesa dei risultati, Unicredit l’1,51% e Monte dei Paschi l’1,44%. In controtendenza Lottomatica, salita del 2,3%, Terna dello 0,44% e Snam dello 0,39%.
Il dubbio sugli investimenti nell’intelligenza artificiale
La pressione sul comparto riflette i dubbi sulla capacità degli investimenti nell’intelligenza artificiale di produrre ritorni adeguati. I risultati di Google, Amazon e Intel hanno già favorito le vendite nei giorni scorsi.
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Apple ha comunicato utili e ricavi superiori alle previsioni, ma le vendite degli iPad sono risultate inferiori alle attese. Inoltre, il rincaro dei chip di memoria potrebbe ridurre i margini: dopo la chiusura di Wall Street, il titolo ha perso il 3%. In giornata sono attesi i conti di Super Micro Computer, Ferrari e Intesa Sanpaolo.
Petrolio e gas in rialzo
Le notizie sugli attacchi statunitensi all’isola iraniana di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, hanno riacceso i timori per una nuova escalation. L’area è uno dei principali passaggi mondiali per il commercio del petrolio.
Il Brent è salito dell’1,5%, a 106,3 dollari al barile, dopo il calo del 7% registrato il giorno precedente sui segnali di possibile dialogo tra Washington e Teheran. Ad Amsterdam il gas ha guadagnato il 3,7%, arrivando a 98,4 euro per megawattora, anche per effetto degli stoccaggi europei ai livelli più bassi dal 2013 secondo l’Agenzia internazionale dell’energia.
Un alto funzionario iraniano ha inoltre riferito che Stati Uniti e Iran sono ancora lontani da un’intesa per porre fine alla guerra. In Asia il Kospi di Seul è arretrato del 3,6%, mentre la Borsa di Tokyo è rimasta chiusa per festività.
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