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Attualità 1 min di lettura58 min fa

Energia, l’Ue ha pagato 127 miliardi extra sui fossili

La presidente della Commissione lega la spesa per petrolio e gas alla competitività e all’autonomia dei Ventisette.

L’Unione europea ha sostenuto 127 miliardi di euro di costi aggiuntivi per i combustibili fossili importati.

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Investimenti e impegni europei

Dal 2021, nell’Unione europea sono confluiti più di 1,2 trilioni di euro in attività sostenibili. Ursula von der Leyen ha spiegato che questo tipo di interventi richiede stabilità e prospettive certe nel lungo periodo.

Parlando a Bruxelles durante un incontro dedicato alle nuove imprese, la presidente della Commissione europea ha ribadito l’intenzione di non modificare gli obiettivi fissati dall’Ue. «L’Europa manterrà la rotta, resterà fedele ai propri obiettivi e sosterrà le sue industrie pulite», ha assicurato.

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Il costo delle importazioni energetiche

Von der Leyen ha collegato la politica energetica anche alla capacità dell’Europa di essere autonoma e competitiva. «Quando importiamo petrolio e gas, rischiamo di importare anche le scosse e le crisi che ne derivano», ha affermato, spiegando che il passaggio alle fonti pulite riguarda quindi anche la sicurezza economica.

Il conto indicato dalla presidente si riferisce al periodo iniziato con la chiusura dello Stretto di Hormuz. «I combustibili fossili importati sono costati all’Europa 127 miliardi di euro in più, senza che sia arrivata nemmeno una molecola di energia aggiuntiva», ha dichiarato nel corso dell’incontro.

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