Bologna, tre episodi contro gay e stranieri: cresce l’allarme
Giorgiomaria Cornelio e due amici raccontano minacce, insulti e uno schiaffo nel centro città: la comunità LGBTQ+ convoca un’assemblea pubblica.
L’aggressione denunciata da Giorgiomaria Cornelio e da altri due ragazzi è il terzo episodio omofobo segnalato a Bologna nel mese di settembre. L’episodio, avvenuto nella zona universitaria, ha riacceso la preoccupazione della comunità LGBTQ+, che ha convocato un incontro pubblico per discutere del clima di violenza contro persone gay e straniere.
L’attacco è partito dagli insulti
Mercoledì 30 settembre Cornelio, poeta e divulgatore culturale marchigiano di 29 anni, si trovava tra via Mascarella e via Belle Arti insieme a due amici. Uno dei ragazzi è di origine medio-orientale. Secondo il loro racconto, un uomo con una bottiglia in mano si è avvicinato al gruppo e ha cominciato a rivolgere offese razziste a uno di loro.
In seguito l’aggressore avrebbe preso di mira Cornelio con frasi legate al suo orientamento sessuale. La situazione è rapidamente degenerata: «Fr**i, stranieri, vi ammazzo, vi taglio la gola», avrebbe urlato l’uomo, rimasto anonimo. Il poeta ha riferito l’accaduto e ha spiegato che la sequenza di minacce non si sarebbe fermata alle parole.
Una bottiglia e la minaccia del coltello
Sempre secondo la denuncia, l’uomo si toccava i pantaloni lasciando intendere di avere un’arma. Poi avrebbe colpito con uno schiaffo l’amico già insultato, mentre gli gridava: «Mi prudono le mani». Di fronte alla crescente tensione, Cornelio ha chiamato la polizia.
Gli agenti sono intervenuti e hanno fermato l’uomo. Ai tre ragazzi sarebbe stato inoltre riferito che la stessa persona era già stata coinvolta in altri episodi violenti. Cornelio si sposta abitualmente tra Venezia e Bologna per motivi di lavoro e per il dottorato; collabora anche con Repubblica.
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Bologna si interroga sul nuovo clima
Per Cornelio, il punto non riguarda soltanto la pericolosità del singolo episodio. Le offese avrebbero infatti colpito contemporaneamente l’identità sessuale e l’origine di due componenti del gruppo, in un contesto che i ragazzi descrivono come segnato da una crescente aggressività verso gay e stranieri.
«È sintomatico che avvenga anche in un luogo queer come è sempre stata Bologna», ha osservato il 29enne. La città, dove negli anni Ottanta è nato il Cassero, primo circolo gay italiano, è stata a lungo associata a una cultura di apertura e inclusione.
Gli altri due casi di settembre
Nelle settimane precedenti, uno studente di 29 anni aveva raccontato di essere stato bersagliato da uno sputo dopo aver dichiarato di essere gay. In un altro episodio, una coppia era stata inseguita e aggredita da un gruppo composto da circa 15 persone.
La somma delle segnalazioni ha spinto la comunità LGBTQ+ a organizzare un’assemblea pubblica al Rivolta Pride. L’appuntamento è fissato per giovedì 1° ottobre alle 19:30, con l’obiettivo di affrontare i recenti episodi e il clima di ostilità denunciato in città.
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