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Attualità 4 min di lettura33 min fa

Bollette, l’inverno può costare caro: dove si risparmia davvero

Le simulazioni aggiornate mostrano quando conviene il prezzo fisso e perché consumi, scadenze e quote annuali possono cambiare completamente la scelta.

Per molte famiglie il ritorno del riscaldamento riporta in primo piano la spesa per il gas, mentre il forte aumento della componente elettrica rende più importante verificare le condizioni della propria fornitura. Le elaborazioni dell’Osservatorio Segugio.it, aggiornate al 5 ottobre 2026, indicano che non esiste una soluzione valida per tutti: consumi annuali, tipo di contratto e costi fissi possono modificare radicalmente il risultato.

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Il prezzo fisso premia i consumi elevati

A Milano, una famiglia che utilizza il gas anche per riscaldarsi e consuma 900 Smc all’anno spenderebbe circa 1.399,76 euro con il Servizio di tutela della vulnerabilità. La migliore proposta a prezzo fisso individuata nel mercato libero porta invece la stima a 1.242,37 euro: la differenza è di 157,39 euro, pari all’11,2%.

Lo scenario cambia per chi utilizza poco il gas. Con un consumo annuo di 220 Smc e senza riscaldamento, la tutela raggiunge 400,67 euro, mentre il miglior contratto fisso arriva a 402,36 euro. In questo caso il regime tutelato risulta più conveniente di 1,69 euro, mentre il prezzo fisso costa lo 0,4% in più. La materia gas della tutela resta comunque variabile ogni mese e potrà quindi cambiare durante l’inverno.

Anche l’elettricità conferma il peso dei consumi. Dal 1° ottobre 2026 Arera ha innalzato del 37,3% il prezzo di riferimento per il cliente tipo vulnerabile, portandolo a 43,43 centesimi di euro per kWh, imposte comprese, nel trimestre ottobre-dicembre 2026. Con 1.200 kWh annui le due alternative sono quasi equivalenti: 471,03 euro in Maggior Tutela contro 473,25 euro con il miglior fisso; a 2.700 kWh, invece, il confronto scende a 825,77 euro contro 896,13 euro, con un vantaggio di 70,36 euro per il contratto fisso.


La scadenza può cambiare il conto

Prima di cambiare fornitore bisogna controllare la data di fine delle condizioni economiche. L’informazione si trova nella prima pagina della bolletta e nel riquadro dedicato all’offerta; non coincide necessariamente con la durata del contratto, che può essere senza scadenza. Per chi riscalda casa con il gas, sapere quando termina il prezzo bloccato è particolarmente importante se il rinnovo cade nei mesi di maggiore consumo.

In presenza di nuove condizioni, il venditore deve informare il cliente per iscritto almeno tre mesi prima. La comunicazione, che può arrivare tramite posta elettronica, posta ordinaria o altro supporto concordato, dovrebbe indicare la data di termine, i nuovi importi, la validità dell’offerta, il codice identificativo, la previsione della spesa annua e le modalità per rifiutare il rinnovo o recedere. Non è detto che sia inserita come semplice allegato alla bolletta.

Per l’elettricità, ai clienti domestici in regola con i pagamenti la procedura tecnica di cambio è stata ridotta a un giorno lavorativo, mentre l’intero passaggio deve concludersi entro tre settimane. Anche per questo conviene muoversi prima della scadenza, soprattutto quando il prezzo fisso sta per terminare in prossimità dell’inverno.

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Quote fisse e consumi bassi

Il confronto non può basarsi soltanto sul costo di ogni kWh o del singolo Smc. Nel mercato libero le offerte fisse più convenienti rilevate prevedono una quota mensile compresa tra 6 e 12 euro per ciascuna fornitura, un elemento che può incidere molto sui bilanci con consumi ridotti.

Per i clienti domestici non vulnerabili ancora nel Servizio a Tutele Graduali, la componente legata ai consumi segue l’andamento mensile del mercato. Arera ha inoltre fissato una quota annuale negativa di -73,5737 euro: per chi utilizza poca energia può trasformarsi in un vantaggio rilevante, perché agisce come uno sconto invece di aggiungere un costo indipendente dai kWh consumati.

Nel caso della tutela della vulnerabilità, il prezzo del gas viene aggiornato ogni mese. Per la luce, invece, la Maggior Tutela segue aggiornamenti trimestrali: il valore in vigore da ottobre a dicembre 2026 sarà quindi rivisto per il periodo gennaio-marzo 2027.


Otto clienti su dieci possono migliorare

Secondo i dati dell’Osservatorio, otto utenti su dieci non avrebbero la tariffa più conveniente e potrebbero ridurre la spesa di circa 140 euro all’anno per punto di fornitura, valore mediano. La stima deriva dall’analisi di oltre 15.000 bollette ogni mese e va letta insieme al profilo reale di consumo.

Il confronto può essere effettuato caricando l’ultima bolletta sullo strumento di analisi di Segugio.it. Il sistema esamina consumi e condizioni applicate, li mette a confronto con le proposte disponibili e indica sia l’eventuale risparmio sia il caso in cui la tariffa attuale risulti già competitiva.

Paolo Benazzi, amministratore delegato per il settore utenze di Segugio.it, ha sottolineato che luce e gas sono tornati a pesare sui bilanci e che la scarsa attenzione può tradursi in una spesa aggiuntiva. A suo giudizio, chi ha scelto nei mesi scorsi un prezzo fisso vantaggioso dispone oggi di una protezione dalle oscillazioni, mentre chi è ancora su una formula variabile dovrebbe verificare rapidamente le alternative, soprattutto in presenza di consumi elevati.

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