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Attualità 2 min di lettura45 min fa

Bollette, l’intesa con l’Ue apre al tetto sul gas: cosa cambia

Roma dovrà presentare alla Commissione un piano temporaneo per contenere l’impatto del gas sull’elettricità destinata a famiglie e imprese.

I leader dei 27 torneranno a riunirsi due volte a novembre, a Dublino e Bruxelles, mentre a dicembre è previsto un nuovo vertice europeo. Il 4 febbraio, invece, il castello di Aiden Biesen ospiterà un Consiglio dedicato alla competitività, come già accaduto l’anno scorso.

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Migrazione, il fronte resta aperto

Durante il summit Italia, Danimarca e Polonia hanno tentato senza successo di modificare le conclusioni sulla migrazione. Le proposte chiedevano di definire l’immigrazione irregolare una sfida per le società europee, contrastare le condizioni che favoriscono le partenze e migliorare il coordinamento tra le politiche nazionali con ricadute sugli altri Stati.

Il richiamo alle regolarizzazioni sostenute dal governo di Pedro Sánchez era indiretto, ma con la Spagna Giorgia Meloni ha comunque trovato un’intesa sulla rimozione dei controlli alla frontiera. Sul bilancio pluriennale, invece, il presidente del Consiglio europeo António Costa ha sollecitato ancora una volta un accordo entro il vertice di dicembre.


Il governo prepara il piano energia

La trattativa più concreta per l’Italia si è chiusa ai margini del Consiglio europeo: Roma e Commissione hanno raggiunto un’intesa preliminare sul decreto bollette. L’obiettivo è ridurre la pressione esercitata dal caro-gas sulle tariffe elettriche applicate a nuclei familiari e attività produttive.

Giorgia Meloni ha definito il confronto lungo ma positivo e ha sintetizzato così il risultato ottenuto: «L’accordo ci consentirà di abbassare i costi». Ora spetterà all’Italia inviare a Bruxelles il progetto operativo, che sarà esaminato nei suoi diversi aspetti.

La soluzione dovrà avere carattere transitorio. L’impianto ipotizzato prevede dodici mesi di applicazione, seguiti da altri sei mesi durante i quali il meccanismo verrà gradualmente superato.

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Il modello guarda all’esperienza introdotta nel 2022 per Spagna e Portogallo, la cosiddetta «eccezione iberica». A quei due Paesi era stato permesso di fissare un limite al prezzo del gas impiegato dagli impianti per generare elettricità.

In Italia il costo del gas incide in modo decisivo sulla formazione del prezzo dell’energia, sia sul mercato sia nelle contrattazioni all’ingrosso. Il tetto riguarderebbe soltanto il combustibile destinato alla produzione elettrica; la quota legata alle emissioni di Co2 nel sistema Ets resterebbe invece invariata e continuerebbe a gravare sulle imprese. L’eventuale differenza tra il valore effettivo del gas e quello calmierato sarebbe coperta dallo Stato, sulla base del limite che governo e produttori dovranno ancora concordare.


Ucraina e bilancio dividono i 27

Sul tavolo del Consiglio europeo sono finiti anche competitività, relazioni commerciali con la Cina, allargamento dell’Unione, migrazione e sostegno all’Ucraina. I leader hanno ribadito l’appoggio a Kiev, che nel 2027 dovrà reperire altri 70 miliardi per sostenere il proprio fabbisogno finanziario. «L’Ucraina resta una priorità centrale per l’Europa», ha affermato António Costa.

Le distanze maggiori riguardano però energia, bilancio e migrazione. Per le risorse del periodo 2028-2034 rimangono contrapposti i Paesi frugali, tra cui Germania, Paesi Bassi e Danimarca, e il gruppo degli Amici della Coesione, coordinato da Italia e Romania. La Francia prende parte ai confronti di entrambe le aree, mentre un’intesa sarà possibile soltanto riducendo le differenze tra le due posizioni.

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