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Attualità 2 min di lettura21 min fa

Biglietti più accessibili e più posti: la sfida delle zone in piedi

Alla Camera associazioni e parlamentari rilanciano l’idea di introdurre aree senza sedute negli impianti italiani, con l’obiettivo di unire partecipazione, prezzi più bassi e sicurezza.

Ridurre il costo dei biglietti, aumentare la capienza e riportare negli stadi un tifo più partecipato: sono i tre obiettivi indicati dai promotori delle zone in piedi. La proposta è stata discussa alla Camera durante l’incontro “Riportiamo il calcio alle sue origini”, promosso dall’associazione Club Genoani insieme a Federtifosi e Fissc.

All’iniziativa hanno preso parte esponenti di maggioranza e opposizione, tra cui Luca Pastorino, Ilaria Cavo, Luca Pirondini e Salvatore Deidda. Il confronto riapre così il tema della possibile modifica delle regole che oggi limitano questo tipo di settore negli impianti più grandi.

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Più accesso senza rinunciare alla sicurezza

Secondo i sostenitori, gli spazi destinati agli spettatori in piedi permetterebbero di accogliere più persone e di contenere il prezzo dei tagliandi. L’idea, però, viene presentata anche come compatibile con adeguati standard di sicurezza, a condizione che progettazione e gestione degli impianti rispettino criteri precisi.

Un messaggio del presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha sottolineato l’interesse della proposta. “Merita attenzione nella misura in cui può contribuire a rendere il sostegno alla propria squadra ancora più coinvolgente, nel rispetto delle esigenze di sicurezza”, ha scritto Fontana, aggiungendo che queste soluzioni potrebbero rendere le partite più accessibili anche alle persone con minori disponibilità economiche.


La norma da cambiare

Luca Pastorino ha chiarito che il progetto si trova ancora nella fase della mobilitazione politica. Per consentire la realizzazione delle aree in piedi nei grandi stadi sarebbe necessario intervenire sul decreto del 1996, che di fatto ne impedisce l’adozione.

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Il parlamentare ha ricordato che nell’Unione europea, negli ultimi quattro anni, è stata condotta una sperimentazione e che alcuni impianti hanno ottenuto la certificazione Uefa per questi settori. Ora, secondo Pastorino, il passaggio decisivo consiste nel sollecitare il tavolo di confronto annunciato dal ministro Andrea Abodi in risposta a una sua interrogazione.


Dai parlamentari un sostegno trasversale

Ilaria Cavo considera l’iniziativa meritevole di attenzione perché potrebbe aumentare il numero dei posti e rendere più popolare l’accesso alle partite, senza compromettere la tutela degli spettatori. La deputata ha inoltre rilevato l’apertura già manifestata dal ministro Abodi sul tema.

Luca Pirondini ha invece collegato la proposta al problema dei rincari e alle difficoltà che rendono sempre più complicato seguire la propria squadra, soprattutto per i giovani. “Tifare e sostenere la propria squadra in Italia è diventato quasi impossibile”, ha affermato il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, citando il caro-biglietti e lo stop improvviso alle trasferte.

Pirondini ha indicato il Muro Giallo del Borussia Dortmund come esempio di partecipazione in piedi organizzata in condizioni di sicurezza. A suo giudizio, le zone in piedi dovrebbero affiancare altre misure già sperimentate in Europa contro l’aumento dei prezzi, comprese quelle sostenute a livello locale a Genova e nel percorso di riforma del calcio all’esame del Senato.

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