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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Bergonzoni torna in corsia: il Riesame cancella lo stop di 7 mesi

La cardiochirurga potrà riprendere l’attività al Monaldi mentre l’inchiesta sulla morte di Domenico Caliendo e sulla cartella clinica prosegue.

La difesa di Emma Bergonzoni considera superata una sospensione ritenuta ingiusta e annuncia il ritorno della cardiochirurga alla piena attività professionale. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha infatti eliminato il divieto di esercitare per 7 mesi disposto nei suoi confronti.

Gli avvocati Vincenzo Maiello ed Emanuele Raimondo hanno accolto con favore la decisione: «La decisione del Riesame di reintegrare la dottoressa Bergonzoni nella piena agibilità professionale pone fine ad una condizione che abbiamo sempre considerato ingiusta».


La comunicazione riapre il rientro

L’ordinanza è stata consegnata dai Carabinieri del Nucleo Antisaniatario (Nas) di Napoli. La stessa comunicazione dovrà arrivare all’Ordine dei Medici e alla direzione dell’ospedale Monaldi, dove la dottoressa lavorava e dove venne effettuato l’intervento.

Con la revoca della misura interdittiva, Bergonzoni può tornare a ricoprire il proprio incarico nella struttura sanitaria. Il provvedimento, tuttavia, non chiude l’indagine della magistratura, che continua a esaminare la gestione clinica del caso.


L’inchiesta sulla cartella clinica

La vicenda riguarda la morte del piccolo Domenico Caliendo, deceduto lo scorso febbraio dopo il fallimento del trapianto di cuore realizzato il 23 dicembre 2025 al Monaldi di Napoli. Alla cardiochirurga la Procura partenopea contesta una presunta alterazione della cartella clinica del bambino.

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L’accusa è formulata nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci e dal sostituto Giuseppe Tittaferrante. Il Riesame ha però ritenuto assenti le condizioni che avrebbero giustificato la permanenza della misura cautelare, disposta in precedenza dal gip Mariano Sorrentino.


Che cosa hanno deciso i giudici

Il collegio napoletano ha annullato la sospensione professionale di 7 mesi, restituendo alla medico la possibilità di esercitare senza limitazioni legate a quel provvedimento. La decisione incide dunque sul piano cautelare e lavorativo, mentre gli accertamenti sul decesso e sulla documentazione sanitaria non risultano conclusi.

L’intervento sul bambino era stato eseguito nei giorni che precedevano il Natale 2025. Ora, con la notifica agli organismi professionali e all’ospedale, viene formalizzato il rientro di Bergonzoni, in attesa degli ulteriori sviluppi giudiziari.

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