Benzina, il trucco della notte non funziona: la spiegazione di Schettini
Il professore de La fisica che ci piace ha calcolato il possibile vantaggio del rifornimento notturno, chiarendo perché nella pratica si riduca a pochi centesimi.
Risparmiare anche solo qualche euro sul pieno è diventato un obiettivo importante, visti i prezzi raggiunti dai carburanti. Da qui nasce la domanda affrontata da Vincenzo Schettini, il professore conosciuto sul web per il progetto La fisica che ci piace: rifornire l’auto di notte permette davvero di pagare meno? La risposta, dopo i calcoli, è molto meno vantaggiosa di quanto suggerisca la teoria.
Il calcolo teorico promette un vantaggio
Nel video Schettini parte da un distributore il cui prezzo indicato è di 2,19 euro al litro. «Stiamo arrivando a prezzi alle stelle e ho letto che fare carburante di notte faccia risparmiare», osserva, prima di mettere alla prova questa convinzione attraverso la fisica.
Il fenomeno chiamato in causa è la dilatazione termica. Quando un liquido si raffredda, la sua densità aumenta mentre il volume tende a ridursi. Ipotizzando che la benzina passi dai 15 gradi ai 0 gradi e considerando un rifornimento da 50 litri, il confronto teorico porterebbe a una differenza di circa un litro. Al prezzo preso come riferimento, il vantaggio arriverebbe quindi a circa 2 euro per pieno.
I serbatoi cambiano il risultato
Il conto, però, non descrive le condizioni reali di un distributore. Schettini invita a non fermarsi alla conclusione apparentemente favorevole: «Voi direte è “buono su un pieno”, ma attenzione perché la realtà è diversa».
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La benzina, infatti, viene normalmente conservata all’interno di cisterne interrate e isolate. Per questo il carburante non segue in modo significativo le variazioni della temperatura esterna tra il giorno e la notte. Può verificarsi un lieve raffreddamento, ma non abbastanza da produrre il risparmio ipotizzato dall’esempio.
La risposta alla domanda
Secondo la spiegazione proposta nel video, dunque, scegliere l’orario notturno non rende il pieno realmente più conveniente. L’effetto della temperatura resta troppo limitato per replicare il risultato ottenuto nel calcolo teorico.
Nella pratica, l’eventuale differenza si fermerebbe a pochi centesimi. Il possibile risparmio di circa 2 euro, riferito a 50 litri, vale soltanto nell’ipotesi semplificata usata per illustrare la dilatazione termica e non rappresenta ciò che accade normalmente alla pompa.
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