Benevento, 24 posti su 27 nel mirino: cosa contengono le chiavette
I documenti sequestrati a Gennaro Santamaria riportano segnalazioni per 17 selezioni comunali, mentre opposizioni e associazioni annunciano nuove iniziative
Un ufficio legale messo a disposizione dei candidati esclusi e una manifestazione per chiedere le dimissioni di Clemente Mastella: a Benevento l’inchiesta sulle presunte irregolarità negli appalti si allarga anche alle assunzioni comunali. Il corteo è previsto domenica 25 ottobre alle 19, con partenza dalla biblioteca di corso Garibaldi e arrivo davanti alla Prefettura.
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I nomi nelle tabelle fanno discutere
Gabriele Corona, coordinatore di Altra Benevento, ha annunciato che l’associazione assisterà chi ritiene di essere stato danneggiato dalle procedure. “Altra Benevento metterà a disposizione dei candidati sconfitti ai concorsi un ufficio legale per far valere le loro ragioni”, ha dichiarato durante un incontro pubblico al bar Kindergaden, seguito sulla pagina Facebook da 19mila persone. L’esposto con i nominativi era stato depositato in Procura poche ore prima.
Tra le persone indicate nei file attribuiti a Santamaria figurano Mastella, segnalato con le iniziali C.M. e identificato dallo stesso ex dirigente davanti agli investigatori, l’assessora Molly Chiusolo, l’ex assessore Alessandro Rosa, i consiglieri Antonio Picariello e Giovanni Zanone, Cosimo Lepore e Marica Mignone, oltre allo stesso Gennaro Santamaria. Nell’elenco compaiono anche Raffaele del Vecchio, Antonio Di Maria, alcuni sindaci del Beneventano, il vicesindaco di Vitulano, il direttore amministrativo dell’Asl e un componente del Distretto Idrico Sannita.
Mastella, che non risulta indagato, ha negato di conoscere le vicende emerse dall’indagine. Santamaria avrebbe inoltre precisato che il sindaco non era informato sull’origine dei fondi utilizzati per le attività politiche ed elettorali di Noi di Centro. Le dichiarazioni dell’ex dirigente sono ora sottoposte alle verifiche della magistratura; a novembre sono previsti gli incidenti probatori.
Le chiavette aprono un nuovo fronte
L’indagine ruota attorno a diversi supporti informatici sequestrati a Santamaria, rimasto in carcere per sei mesi e tornato libero da alcune settimane. Oltre agli appunti sulle somme che gli inquirenti ritengono legate a tangenti e ai rapporti con esponenti politici, finanziatori e imprenditori vicini all’area mastelliana, i carabinieri hanno trovato una serie di cartelle dedicate ai concorsi.
Secondo una relazione investigativa del 20 aprile, quei documenti contengono prospetti con i nomi dei candidati e una colonna riservata alla voce “SEGNALATO”. Accanto ai partecipanti sarebbero stati annotati i riferimenti delle persone che li sostenevano, talvolta per esteso e talvolta attraverso sigle. Per gli investigatori, la presenza sistematica di queste indicazioni rappresenterebbe un elemento utile a ipotizzare condizionamenti nelle selezioni del Comune.
Il materiale è stato acquisito nell’ambito dell’inchiesta condotta dai carabinieri del comando provinciale con il coordinamento della pm Maria Colucci. Le verifiche riguardano un sistema corruttivo più ampio, per il quale al momento risultano 17 persone indagate.
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Numeri e assunzioni sotto esame
Prima dell’arresto, Santamaria era responsabile del Gabinetto del sindaco e dirigente di diversi settori dell’amministrazione. In questa veste avrebbe seguito o presieduto numerose procedure: in due anni sono stati svolti 17 concorsi, con 2.321 partecipanti e 27 posti disponibili.
Il confronto tra quei dati e le tabelle conservate nelle chiavette ha portato Altra Benevento a sostenere che 24 vincitori fossero stati indicati da amministratori di Noi di Centro, esponenti politici o funzionari a loro vicini. Soltanto tre posti, secondo questa ricostruzione, sarebbero finiti a candidati privi di segnalazione.
Santamaria ha affrontato la vicenda in dieci interrogatori tra maggio e luglio, ammettendo il sistema di corruzione contestato dagli investigatori. Avrebbe riconosciuto di aver ricevuto denaro per favorire quattro assunzioni e di aver annotato 125 nominativi, ma ha continuato a sostenere che le procedure concorsuali, nel loro complesso, si sarebbero svolte regolarmente.
Dalle selezioni ai profili cercati
L’associazione aveva già raccolto informazioni su concorsi provinciali assegnati, secondo il suo dossier del 2023, soprattutto a sindaci e amministratori locali. Nei mesi più recenti aveva inoltre segnalato l’ingresso in Comune di diversi familiari di assessori e consiglieri. Da qui il raffronto con gli elenchi ritrovati nei dispositivi dell’ex dirigente.
Le selezioni comunali del 2023, 2024 e 2025 riguardavano figure molto diverse: funzionari amministrativi e contabili, uno psicologo, un sociologo, un tecnico ambientale, specialisti della vigilanza, un avvocato, ingegneri e architetti, un assistente sociale, geometri, istruttori amministrativi e informatici, vigili urbani, un centralinista, due autisti del sindaco e un collaboratore amministrativo.
Stando alla ricostruzione diffusa da Altra Benevento, quattro posti sarebbero stati ottenuti attraverso pagamenti compresi tra 20.000 e 30.000 euro. Gli altri vincitori considerati “segnalati” non avrebbero invece versato somme, ma sarebbero stati indicati nei prospetti insieme ai rispettivi referenti. L’accertamento definitivo spetterà agli inquirenti e agli eventuali procedimenti giudiziari.
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