Base di Fairford, il settimo arresto riapre il caso: cosa succede ora
Un cittadino britannico di 22 anni è stato fermato a Westminster mentre proseguono le indagini sull’allarme vicino alla base Raf e sul trasferimento dei bombardieri statunitensi.
Il caso della base aerea di Fairford torna al centro dell’attenzione dopo un nuovo arresto nel cuore politico di Londra. Un britannico di 22 anni è stato fermato a Westminster con l’accusa di aver preparato atti terroristici: è il settimo sospettato coinvolto nell’indagine sull’allarme scattato il 27 settembre nel Gloucestershire.
L’operazione si intreccia con la decisione degli Stati Uniti di riportare oltre oceano tutti i bombardieri B-1 dislocati presso la struttura, utilizzata dall’aeronautica americana. Washington ha parlato di una normale redistribuzione delle risorse, mentre alcune ricostruzioni hanno collegato lo spostamento a una possibile minaccia con droni riconducibile all’Iran.
Il nuovo fermato è stato preso a Westminster
L’arresto è avvenuto nel distretto londinese che ospita il Parlamento e molti dei principali uffici governativi. Secondo la polizia antiterrorismo, il giovane è cittadino britannico ed è sospettato di avere avuto un ruolo nella preparazione di un attacco contro la base Raf di Fairford.
Anche un altro indagato, un 25enne con cittadinanza britannica e iraniana, era stato catturato nella stessa zona la settimana precedente. L’uomo è stato poi liberato su cauzione dopo circa 48 ore. Gli altri sei sospettati restano a piede libero, ma sono ancora sottoposti a indagine.
Vicki Evans, responsabile nazionale della polizia antiterrorismo di Scotland Yard, ha chiarito che “l’inchiesta rimane aperta” e che gli investigatori stanno ancora esaminando “varie piste”. Le autorità non hanno quindi chiuso l’ipotesi di un coinvolgimento straniero, ma non hanno reso pubblici elementi conclusivi.
Furgoni, benzina e un villaggio evacuato
L’allarme era scattato nella notte del 27 settembre, quando cinque giovani britannici erano stati fermati nella campagna intorno a Fairford. Si muovevano a bordo di tre furgoni bianchi e, in un primo momento, erano stati accusati di pianificare un attentato con esplosivi.
Gli artificieri militari avevano controllato i mezzi mentre gli abitanti di un intero villaggio venivano allontanati per più di un giorno. All’interno dei furgoni non era stato trovato “alcun ordigno esplosivo”, secondo quanto riferito dalla polizia, ma una quantità considerevole di benzina.
I cinque giovani erano stati rilasciati il giorno successivo, pur rimanendo formalmente sotto esame. Da allora l’indagine si è allargata fino a comprendere il 25enne anglo-iraniano e il nuovo arrestato di Westminster.
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Il nodo dei bombardieri americani
Lunedì gli Stati Uniti hanno disposto il rientro nelle basi d’origine di tutti i bombardieri B-1 presenti a Fairford. La struttura britannica ospitava velivoli supersonici B-1 Lancer, capaci di trasportare un carico elevato di missili e bombe e dotati di un’ampia autonomia operativa.
Il Dipartimento della Difesa statunitense ha confermato il trasferimento senza indicarne le ragioni. Donald Trump ha invece sostenuto che la decisione fosse legata a minacce di attacchi con droni contro la base, attribuite all’Iran.
Una ricostruzione dell’emittente Nbc, basata su fonti istituzionali americane, ha riferito di una segnalazione relativa a un possibile attacco iraniano. Gli stessi funzionari non hanno però stabilito se il pericolo fosse imminente. Un’altra fonte ha osservato che i bombardieri possono essere impiegati da diverse località e che, per prudenza, il loro spostamento poteva essere considerato opportuno.
Washington ridimensiona il collegamento
Marco Rubio ha invitato a non stabilire un rapporto diretto tra il ritiro dei B-1 e il presunto complotto. Il segretario di Stato americano ha spiegato che “non metterei direttamente in relazione i due fatti”, ricordando che il Dipartimento della Difesa modifica con regolarità la dislocazione dei propri mezzi.
Rubio ha citato esercitazioni, rotazioni del personale, ridispiegamenti e sostituzioni degli aerei come motivi abituali degli spostamenti. Ha inoltre assicurato che gli Stati Uniti continuano ad avere piena fiducia nella protezione delle loro installazioni militari.
Anche il governo britannico ha dichiarato che Fairford è sicura. Dopo l’allarme, il ministro della Difesa Wes Streeting ha ordinato una revisione dei livelli di tutela delle strutture militari sensibili del Regno Unito e di quelle situate all’estero. La verifica ha riguardato la base del Gloucestershire insieme agli altri siti considerati strategici.
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