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Attualità 2 min di lettura4 ore fa

Baldissero, la verità sui colpi: nuova prova al buio

Dopo cinque ore di verifiche sulla scena, il consulente della Procura di Asti tornerà nella cascina per ricostruire la sparatoria costata la vita a Gjovalin Lazri.

La ricostruzione della sparatoria di Baldissero d’Alba avrà un secondo momento decisivo: il sopralluogo verrà ripetuto durante la notte, così da riprodurre l’illuminazione e le condizioni ambientali presenti quando Gjovalin Lazri fu colpito. L’obiettivo è verificare con maggiore precisione la dinamica dei colpi.


Mollo: paura prima degli spari

Roberto Mollo non ha preso parte alle verifiche tecniche. Ai carabinieri, intervenuti dopo la telefonata al 112, aveva raccontato di aver sentito rumori nel cortile e di aver poi raggiunto il piano superiore della casa con una Steyr 9x21.

«Ho visto quattro o cinque persone, ho urlato che erano nella mia proprietà ed ho avuto paura. Così ho sparato», aveva riferito Mollo agli investigatori. L’uomo, che si trova libero, è indagato per omicidio e tentato omicidio.


Cinque ore per leggere la scena

La prima sessione di accertamenti è durata circa cinque ore. Alle attività hanno assistito il procuratore aggiunto di Asti Laura Deodato, i legali delle parti e i consulenti incaricati dalla difesa e dalla parte civile: Ruggero Pettinelli per Mollo, difeso dall’avvocato Piermario Morro, e Maurizio Cusimano per i familiari di Lazri, rappresentati dall’avvocato Roberta Sisimbro.

A coordinare le prove è stato Stefano Conti, consulente balistico della Procura di Asti. Nel corso dell’esame sono state valutate la distanza dello sparatore, l’inclinazione dell’arma e la collocazione della persona colpita rispetto al balcone, elementi utili a definire il percorso dei proiettili.


La dinamica resta da precisare

Gjovalin Lazri venne trovato senza vita vicino all’ingresso del cortile, ai piedi di un cespuglio. Secondo gli elementi finora raccolti, nella notte tra il 19 e il 20 settembre si trovava insieme ad altre persone mentre cercava di entrare nella proprietà di Mollo.

Indossava un passamontagna e dei guanti; alla cintura aveva anche un grosso cacciavite, ritenuto destinato a forzare le porte. Mollo, che si trovava nell’abitazione sottoposta a lavori, avrebbe reagito dopo aver percepito presenze e rumori provenire dall’area esterna.

Durante il primo sopralluogo, i colpi sono stati riprodotti più volte per confrontare le possibili traiettorie con la posizione in cui fu rinvenuto Lazri. Baldissero d’Alba è così diventata il luogo di un’intera giornata di accertamenti tecnico-scientifici, destinati a essere completati dalla nuova prova in programma nelle ore notturne.

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