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Attualità 2 min di lettura46 min fa

Avellino, tre imputati per la scomparsa dell’ex calciatore

La prima udienza è fissata per il 17 febbraio 2027 davanti al Tribunale di Avellino

Il processo sulla scomparsa di Domenico Manzo inizierà il 17 febbraio 2027. Il gup del Tribunale di Avellino, Giulio Argenio, ha disposto il rinvio a giudizio della figlia Romina e di Loredana Scannelli e Alfonso Russo, che all’epoca erano fidanzati.

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Le accuse contestate

Romina Manzo dovrà rispondere di favoreggiamento. A Scannelli e Russo viene invece contestato l’omicidio aggravato da motivi abbietti, oltre all’occultamento di cadavere. La decisione non stabilisce responsabilità: saranno il dibattimento e le prove raccolte a chiarire quanto accaduto.

Gli inquirenti ritengono che Russo e Scannelli abbiano inseguito e ucciso il 69enne nella notte dell’8 gennaio 2021. A sostegno dell’ipotesi accusatoria sono state valutate le registrazioni degli impianti di videosorveglianza e i dati di localizzazione dei telefoni cellulari.


Le parole al centro dell’indagine

Alla figlia vengono attribuite ricostruzioni ritenute contraddittorie sugli orari della serata. L’accusa le contesta anche di non aver riferito subito una frase che Alfonso Russo le avrebbe detto intorno alle 3: “È inutile continuare a cercarlo, tanto è morto e non si può fare più nulla”.

Per la procura sarebbe stato Russo a occuparsi della sparizione del corpo. Il giovane lavorava in un’azienda di smaltimento dei rifiuti e, secondo gli investigatori, conosceva la rete dei tombini e il sistema idrico e di depurazione della zona.

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La lite prima della scomparsa

Manzo è uscito dalla casa di Prata Principato Ultra, in provincia di Avellino, durante la festa per il ventesimo compleanno della figlia. La serata, organizzata con alcuni amici nonostante le limitazioni legate al Covid, era stata preceduta da un litigio tra padre e figlia.

L’ex calciatore, che aveva vestito anche la maglia della Ternana, lavorava come muratore ed era ormai in pensione. Separato e padre di Romina e Francesco, da quella sera non ha più dato notizie.


Il movente ipotizzato

I familiari di Manzo costituiti parte civile, la sorella e il fratello, sostengono che l’uomo sia stato eliminato per la sua opposizione al rapporto tra Romina e i due giovani. Secondo questa ricostruzione, Manzo temeva che Scannelli e Russo sfruttassero economicamente la figlia.

Romina aveva ricevuto un risarcimento consistente dopo un incidente stradale, in seguito al quale aveva trascorso quattro mesi in terapia intensiva. Nel corso degli anni, il caso è stato raccontato anche da programmi televisivi; gli imputati hanno sempre negato ogni coinvolgimento.

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