Meteo su Roma.

Attualità 3 min di lettura48 min fa

Pasquale Condello, non luogo a procedere per incapacità

Il gup di Reggio Calabria ha chiuso la posizione nel procedimento Meta bis dopo una perizia psichiatrica

Pasquale Condello non sarà processato nel procedimento Meta bis. Il gup di Reggio Calabria Stefania Rachele ha disposto il non luogo a procedere, riconoscendo l’incapacità irreversibile dell’imputato di partecipare consapevolmente al giudizio.

Offerta del giorno8 novembre

Samsung NL

-10% su TV e audio da Samsung

Scade tra 8 giorni
******


La valutazione sulle condizioni di Condello

La decisione è arrivata dopo una perizia psichiatrica chiesta dal difensore Giuseppe Alvaro durante l’udienza preliminare. L’esame, disposto dal giudice sulla base della documentazione sanitaria e del diario clinico, ha concluso che Condello non è in grado di affrontare il processo e che la condizione non è reversibile.

La Procura di Reggio Calabria aveva comunque chiesto il rinvio a giudizio, sostenendo che gli accertamenti non dimostrassero in modo sufficiente l’irreversibilità dell’incapacità. Condello, detenuto al 41 bis nel carcere di Milano Opera, ha rifiutato i colloqui con i medici: la valutazione è stata quindi elaborata utilizzando soprattutto le informazioni contenute nella documentazione relativa alla sua detenzione.

L’avvocato Alvaro ha sostenuto invece che la perizia provasse sia l’incapacità attuale sia la sua natura permanente. Il gup ha accolto la richiesta della difesa e ha chiuso la posizione dell’imputato rispetto alle accuse formulate dalla Direzione distrettuale antimafia. Le motivazioni della decisione saranno depositate entro 30 giorni.


Le accuse nel procedimento Meta bis

La posizione di Condello era stata separata da quella degli altri imputati proprio per ragioni legate alla salute. Nell’indagine, nata da un’attività del Ros che nel 2010 aveva portato a numerosi arresti, il capocosca era accusato di appartenere a un direttorio criminale attivo a Reggio Calabria e provincia.

Secondo l’impostazione accusatoria, questo organismo avrebbe avuto un livello gerarchico superiore rispetto alle singole cosche e avrebbe coordinato le attività economiche delle diverse articolazioni criminali. La decisione del giudice riguarda ora soltanto la possibilità di sottoporre Condello al processo.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


La latitanza e l’arresto nel 2008

Pasquale Condello è stato a lungo considerato una figura di vertice della ’ndrangheta reggina. Dopo una latitanza iniziata nel 1986, è stato arrestato il 18 febbraio 2008 in via Filici, a Pellaro, dai carabinieri del Ros di Reggio Calabria, in un’operazione coordinata da Valerio Giardina e Gerardo Lardieri.

Le indagini lo hanno collocato tra i protagonisti della seconda guerra di mafia combattuta a Reggio Calabria tra il 1985 e il 1991, conflitto nel quale sono state uccise oltre 700 persone. In precedenza Condello era stato vicino a Paolo De Stefano, ucciso ad Archi a metà degli anni Ottanta, per poi costruire una propria area di potere anche grazie al legame con Antonino Imerti, boss di Fiumara di Muro.

Condello è stato condannato in via definitiva a sei ergastoli, tra i quali quello per l’omicidio dell’ex deputato e presidente delle Ferrovie dello Stato Ludovico Ligato, ucciso nel 1989. Durante gli anni della fuga è rimasto nel territorio dello Stretto, affidandosi a una rete di sostenitori e mantenendo, secondo gli investigatori, il controllo sulle attività del gruppo.


I segnali emersi durante la detenzione

Dopo la cattura, Condello è rimasto senza interruzioni al regime del 41 bis. Già il 13 aprile 2016, durante un’udienza, si era presentato con una bandana in testa e un sacco dell’immondizia in mano. Il suo legale Francesco Calabrese aveva dovuto spiegare al giudice che quel comportamento non equivaleva a un rifiuto di partecipare al procedimento.

Negli anni successivi le sue condizioni sono peggiorate. Condello ha smesso di accettare i colloqui con i familiari e ha rifiutato anche gli incontri con i propri avvocati. Il gup ha ora definito questa situazione come un’incapacità irreversibile di partecipare coscientemente al processo.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere