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Attualità 2 min di lettura49 min fa

Benevento, l’ex capo di gabinetto: mazzette per Mastella

Gennaro Santamaria ha parlato ai pm degli appalti e dei fondi non registrati durante gli interrogatori di maggio

Gennaro Santamaria ha riferito ai magistrati di aver usato denaro proveniente da tangenti e contributi non registrati per coprire alcune spese di rappresentanza di Clemente Mastella. Il sindaco di Benevento non è indagato e, secondo quanto dichiarato dallo stesso ex responsabile di gabinetto, non sarebbe stato consapevole dell’origine dei fondi.

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Le dichiarazioni ai magistrati

Le ammissioni sono contenute in due interrogatori svolti l’11 e il 13 maggio, ora depositati in vista degli incidenti probatori iniziati il 3 novembre sulle posizioni di 19 indagati. In quei verbali Santamaria ha ricostruito il presunto sistema legato ad appalti e affidamenti pubblici, mentre si trovava in carcere con l’accusa di aver estorto denaro a un imprenditore ostacolandone le pratiche.

L’ex dirigente comunale ha spiegato ai pm di aver gestito somme ottenute illegalmente sfruttando il proprio ruolo a Palazzo Mosti. Ha inoltre raccontato di essersi attribuito funzioni di organizzatore, coordinatore, finanziatore e tesoriere di fatto di Noi di Centro, il partito vicino a Mastella. Il sindaco ha preso le distanze da quei ruoli e dalla gestione dei finanziamenti.


Le spese del sindaco

Durante l’interrogatorio, il pubblico ministero Maria Colucci ha richiamato l’attenzione sulle spese di rappresentanza, una voce sottoposta ai controlli della Corte dei conti. Santamaria ha chiarito che non esisteva una somma fissa disponibile e che ogni uscita doveva essere verificata e documentata.

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A suo dire, il problema riguardava le spese non rendicontate. Tra gli episodi citati ha ricordato l’accoglienza riservata a una comitiva di circa cinquanta persone proveniente da Reggio Calabria. «Il sindaco ha diritto alle spese di rappresentanza, ma ne puoi fare un uso limitato; a Mastella era difficile dire no», ha affermato Santamaria davanti agli investigatori, sostenendo di aver provveduto personalmente ai pagamenti fuori bilancio.


I nominativi per i concorsi

Nei verbali compare anche il tema delle segnalazioni relative ai concorsi pubblici del Comune di Benevento. Santamaria ha detto di conservare su computer e chiavette gli elenchi dei candidati indicati e delle persone che li avevano segnalati.

Tra quei nominativi ci sarebbe stata anche l’indicazione «C. M.», riferita a Clemente Mastella. L’ex responsabile di gabinetto ha però aggiunto che il sindaco invitava a scegliere il candidato migliore. La circostanza ha provocato la reazione del procuratore aggiunto Gianfranco Scarfò, che ha chiesto per quale motivo un nome fosse stato inserito nell’elenco se Mastella sosteneva di non voler intervenire nelle selezioni.

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