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Attualità 1 min di lettura58 min fa

Wescott critica Trump: Miller scelto come capo di gabinetto

L’ex economista di Clinton giudica incomprensibile la nomina e accusa il presidente di affidarsi a figure estremiste

La nomina di Stephen Miller a capo di gabinetto di Donald Trump ha lasciato incredulo Robert Wescott, ex capo economista dell’amministrazione di Bill Clinton.

Wescott ritiene che il presidente non abbia intenzione di abbandonare la propria linea politica e contesta la scelta di circondarsi di esponenti radicali.

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Il giudizio sulla nomina

Secondo l’economista, l’arrivo di Miller al vertice dello staff presidenziale è la decisione più sorprendente tra quelle adottate di recente da Trump. Wescott ha spiegato di non riuscire a comprenderne la logica.

«Se mi avesse telefonato due giorni fa e mi avesse chiesto cosa doveva fare Trump per recuperare, le avrei risposto senza alcuna esitazione: prima cosa, liberarsi di Stephen Miller. Invece guardate come è andata a finire», ha detto Wescott.

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La linea della Casa Bianca

L’analisi dell’ex economista parte dalle ultime mosse del presidente e dalla composizione del suo gruppo di collaboratori. A suo giudizio, le decisioni prese mostrano che Trump non sta cercando di ridimensionare il proprio progetto politico.

La designazione di Miller, già presente nella cerchia presidenziale, viene quindi letta da Wescott come un segnale opposto rispetto a un possibile cambio di direzione. L’economista ha definito la scelta difficile da spiegare proprio alla luce dell’obiettivo che, a suo parere, Trump avrebbe dovuto perseguire per recuperare consenso.

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