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Attualità 1 min di lettura15 ott

Asia sotto pressione: Tokyo perde il 4% e Seul crolla del 7,7%

L’inflazione statunitense oltre le attese riporta in primo piano il rischio di nuovi rialzi dei tassi, colpendo soprattutto tecnologia e intelligenza artificiale.

Il dato sull’inflazione americana scuote i mercati asiatici e innesca una pesante ondata di vendite. A Tokyo il Nikkei lascia sul terreno oltre il 4% prima della pausa di metà giornata, mentre a Seul il principale indice azionario precipita del 7,7%.

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I semiconduttori trascinano Tokyo

Il listino giapponese aveva già iniziato la seduta in rosso: all’apertura il Nikkei arretrava del 3,5% e il Topix dell’1,9%. Con il passare delle ore le perdite si sono ampliate, in particolare tra le società più esposte alla tecnologia e allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Advantest è tra i titoli più colpiti, con un ribasso dell’11%. Tokyo Electron cede il 6,5%, mentre SoftBank Group registra una flessione vicina al 10%, confermando la forte pressione sulle aziende legate al settore dei semiconduttori e alle nuove applicazioni basate sull’intelligenza artificiale.

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Seul paga il conto più pesante

Il movimento ribassista non riguarda soltanto il Giappone. In Corea del Sud il Kospi perde il 7,7%, con Samsung in calo di oltre il 9%.

La contrazione del titolo Samsung equivale a una riduzione di circa 90 miliardi di euro nella capitalizzazione della società. A penalizzare i mercati sono soprattutto i numeri sull’inflazione degli Stati Uniti, risultati più elevati del previsto e tali da rafforzare le ipotesi di un possibile aumento dei tassi da parte della Federal Reserve.

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