Anestesia e Vaticano: cosa succede mentre Leone XIV sarà operato
Il Pontefice sarà sottoposto all’intervento al Policlinico Gemelli per rimuovere un nodulo polmonare circoscritto, ma durante il ricovero non è previsto alcun passaggio di consegne.
L’intervento di Leone XIV non comporterà una reggenza temporanea della Santa Sede. Anche durante le ore in cui il Pontefice sarà sotto anestesia, infatti, il diritto canonico non prevede la nomina di un sostituto. Robert Francis Prevost dovrebbe raggiungere il Policlinico Gemelli nella tarda mattinata di oggi, 13 ottobre, per la rimozione di un nodulo al polmone descritto come iniziale e localizzato.
Le udienze sono state cancellate fino a martedì 20 ottobre, in vista del periodo di degenza e della successiva ripresa. L’intervento potrebbe svolgersi già nel pomeriggio, indicativamente intorno alle 16, oppure essere rinviato alla mattina di mercoledì 14 ottobre qualora servisseri ulteriori accertamenti preparatori. Non è esclusa una presenza del Papa all’Angelus di domenica 18 ottobre.
Durante l’anestesia nessun sostituto
L’ordinamento ecclesiastico disciplina la cosiddetta sede vacante, ma non contempla un’assenza limitata alle ore necessarie per un’operazione. Questa condizione si verifica quando il Pontefice muore, rinuncia all’incarico oppure è totalmente impedito nell’esercizio delle sue funzioni: il temporaneo effetto dell’anestesia non rientra in queste ipotesi.
La costituzione apostolica Universi Dominici Gregis, emanata da Giovanni Paolo II e modificata in parte da Benedetto XVI, stabilisce le procedure da seguire in caso di sede vacante. In quella circostanza il cardinale camerlengo assume il compito di assicurare la supplenza della Sede Apostolica; oggi l’incarico è affidato allo statunitense Kevin Farrell, prefetto del dicastero per la Vita, la Famiglia e i Laici.
Le regole previste per la sede vacante
Qualora si aprisse una sede vacante, il cardinale decano dovrebbe convocare a Roma i componenti del collegio cardinalizio in vista del Conclave. Il ruolo è ricoperto dal filippino Louis Antonio Tagle. Non tutti gli incarichi cesserebbero, però: alcune figure resterebbero operative esclusivamente per l’amministrazione ordinaria e per le competenze proprie del loro ufficio.
Tra queste rientrano il penitenziere maggiore, l’elemosiniere di Sua Santità, il cardinale vicario per la diocesi di Roma, l’arciprete della basilica di San Pietro e il Sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato. Si tratta di una situazione ben diversa da quella attesa per il ricovero di Leone XIV, durante il quale non è previsto alcun trasferimento formale dell’autorità.
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L’équipe scelta per l’operazione
A seguire il percorso clinico del Pontefice sarà Luigi Carbone, medico e chirurgo dell’urgenza già punto di riferimento per Papa Francesco. Nell’organizzazione del Policlinico, Carbone dirige l’unità operativa complessa dedicata alla medicina d’urgenza e al pronto soccorso del Gemelli-Isola, struttura situata sull’Isola Tiberina.
La procedura sarà coordinata da Stefano Margaritora, direttore della Chirurgia toracica, con il supporto dell’infermiere Massimiliano Strappetti. Margaritora ha svolto oltre 5.500 operazioni, comprese resezioni polmonari, interventi in videotoracoscopia, pleurectomie, trattamenti della parete toracica, procedure sulla trachea e operazioni su tiroide, mediastino ed esofago.
Strappetti, 54 anni, presta servizio per il Vaticano come infermiere specializzato. Il suo nome è legato anche all’assistenza a Francesco, mentre l’équipe del Gemelli sarà responsabile della parte chirurgica relativa al nodulo individuato nel polmone del Pontefice.
Il precedente di Papa Francesco
Durante il pontificato di Francesco, la prassi vaticana prevedeva una pausa delle attività istituzionali nelle ore dell’anestesia, fino al completo risveglio. Non si trattava di una sospensione giuridica del pontificato, ma di un congelamento operativo delle funzioni in attesa delle condizioni del Papa.
Nella primavera del 2025, dopo un’operazione al polmone, Bergoglio dovette rimanere più a lungo in ospedale. Anche dalla sua stanza continuò tuttavia a prendere decisioni, comprese alcune relative a canonizzazioni. Il precedente mostra quindi che il ricovero non elimina la capacità del Pontefice di esercitare le proprie prerogative, salvo eventuali impedimenti medici specifici.
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