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Attualità 3 min di lettura30 set

Analisi cliniche, la svolta Sibioc: più valore per pazienti e sanità

A Rimini il congresso nazionale punta su referti comprensibili, intelligenza artificiale, sostenibilità e nuove competenze per trasformare i dati in decisioni di cura.

«La Medicina di laboratorio basata sul valore richiede professionisti competenti, motivati, responsabili e capaci di lavorare insieme». Sabrina Buoro, presidente della Società italiana di Biochimica clinica e biologia molecolare clinica – Medicina di laboratorio (Sibioc), riassume così la sfida al centro del 58esimo congresso nazionale, in programma a Rimini dal 30 settembre al 2 ottobre.

Per Buoro, l’innovazione non può essere affidata soltanto a strumenti tecnologici o a nuovi modelli organizzativi. Servono investimenti sul capitale umano, aggiornamento continuo, capacità di guida e occasioni di crescita per i giovani professionisti, ai quali Sibioc dedica attività formative e iniziative della propria divisione dedicata.


Il laboratorio cerca un ruolo più ampio

Il congresso riunirà esperti italiani e internazionali per discutere l’evoluzione della Medicina di laboratorio e il suo rapporto con la pratica clinica. Nel programma trovano spazio il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, l’intelligenza artificiale, la sostenibilità ambientale, la medicina di precisione e il cambiamento delle competenze richieste agli specialisti.

Ampio rilievo sarà dato anche al lavoro congiunto tra discipline diverse. Le sessioni coinvolgeranno numerose società scientifiche e organizzazioni nazionali e internazionali, tra cui Sip, Sin, Sigu, Siapec-Iap, Fadoi, Fcsa, Sie, Simeu, Fiaso, Anmdo, Cneto, Igm, Iatdmct, Sarnepi, Gefi, Giseg, Eflm e Ifcc. L’obiettivo è favorire percorsi clinici condivisi, superando la separazione tra i singoli ambiti specialistici.


Due miliardi di esami ogni anno

In Italia vengono effettuati ogni anno quasi 2 miliardi di esami di laboratorio. Queste analisi sostengono attività molto diverse: dalla prevenzione alla diagnosi, dal controllo dello stato di salute al monitoraggio delle terapie.

La crescita delle tecnologie e la quantità sempre maggiore di informazioni sanitarie impongono però un cambio di prospettiva. Secondo Sibioc, il laboratorio non dovrebbe essere valutato soltanto in base al numero di prestazioni eseguite o al costo della singola analisi, ma anche per il contributo concreto agli esiti clinici e alla qualità dei percorsi assistenziali.


La proposta della medicina basata sul valore

Il tema è sviluppato nel “Manifesto della professione nella strategia della Medicina di laboratorio basata sul valore”, documento promosso da Sibioc e presentato tra i contenuti centrali dell’appuntamento di Rimini. Mario Plebani, già presidente della Federazione europea di chimica clinica e medicina di laboratorio e autore del testo, lo considera una guida per rendere la diagnostica più efficace e sostenibile.

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«Ogni dato analitico deve diventare un’informazione utile, tempestiva e capace di migliorare gli esiti di salute», spiega Plebani. La strategia punta quindi su prescrizioni appropriate, processi di qualità, interpretazione omogenea dei risultati e responsabilità diretta dei professionisti.

L’intelligenza artificiale potrà aiutare a gestire la crescente mole di dati, ma il suo impiego dovrà essere supervisionato da competenze specifiche. Il compito degli specialisti sarà produrre, leggere e verificare le informazioni per sostenere decisioni terapeutiche efficaci, sostenibili e personalizzate.


Referti più chiari per i cittadini

Un altro asse del congresso riguarda il modo in cui i risultati vengono comunicati ai pazienti. L’accesso sempre più diretto ai referti tramite strumenti digitali rende necessario spiegare con maggiore chiarezza valori, intervalli di riferimento e probabilità, elementi che possono essere difficili da comprendere senza un adeguato supporto.

Una sessione plenaria affronterà proprio la comunicazione come competenza strategica. La capacità di rendere leggibili le informazioni sanitarie e i dati numerici, definita alfabetizzazione sanitaria e numerica, viene considerata essenziale per rafforzare la fiducia e aiutare le persone a utilizzare correttamente ciò che leggono.


Dal risultato alla decisione clinica

Referti uniformi, linguaggio calibrato sul destinatario e rappresentazioni più efficaci dei dati possono ridurre la distanza tra il risultato di un esame e il suo significato. Anche una partecipazione più diretta del professionista di laboratorio alle decisioni cliniche può contribuire a migliorare questo passaggio.

L’obiettivo indicato da Sibioc è fare in modo che il valore prodotto dall’analisi venga riconosciuto e utilizzato concretamente. Un’informazione compresa dovrebbe poter orientare una scelta terapeutica, un comportamento del paziente o una modifica del percorso di cura. Per sostenere questo obiettivo, la divisione Sibioc dedicata alla promozione e alla valorizzazione, istituita nel 2021 e coordinata da Laura Sciacovelli, svilupperà iniziative, strumenti e formazione sulle competenze comunicative.

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