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Attualità 2 min di lettura43 min fa

Amiens, tre camionette davanti al negozio dei Macron: scoppia il caso

Le immagini della presenza della polizia davanti alla cioccolateria Trogneux alimentano le accuse del sindacato, mentre la prefettura nega una protezione mirata.

Tre camionette della polizia davanti alla cioccolateria Trogneux di Amiens hanno riacceso il dibattito sull’uso delle forze dell’ordine in Francia. Il negozio, noto per appartenere alla famiglia di Brigitte Macron, è stato presidiato prima della manifestazione di sabato scorso, secondo le immagini diffuse sui social.

La scena ha suscitato particolare irritazione tra i commercianti che, in diverse città francesi, hanno subito danni ai propri esercizi senza poter contare su un intervento delle autorità. Il sindacato di polizia Alliance chiede quindi di chiarire perché proprio quel punto vendita sia stato messo sotto sorveglianza.

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Il presidio divide prefettura e sindacato

La prefettura della Somme, dipartimento nel quale si trova Amiens, respinge l’idea che una squadra specializzata nel mantenimento dell’ordine sia stata destinata esclusivamente alla difesa della cioccolateria. Secondo le autorità, gli agenti inviati nel centro cittadino avevano il compito più ampio di prevenire possibili violenze e tutelare l’intera zona commerciale.

Johan Cavallero, esponente di Alliance, non considera però convincente questa spiegazione. A suo giudizio, la disposizione dei mezzi davanti al negozio suggerisce un’attenzione specifica e non un semplice presidio generale: «Non fanno che giocare sulle parole: il centro di Amiens è abbastanza grande, perché allora non avrebbero messo quelle camionette davanti alla cattedrale o a un altro edificio?», ha sostenuto.


Il precedente degli scontri del 2023

La polemica si inserisce in una vicenda già segnata da un episodio violento. Nel 2023, durante le proteste contro la riforma delle pensioni, alcuni manifestanti presero di mira il negozio della famiglia Trogneux; il nipote di Brigitte Macron, che si trovava all’interno dell’attività, venne aggredito mentre cercava di tenere lontani i contestatori.

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Anche allora, secondo il rappresentante sindacale, diversi agenti furono impiegati per proteggere il punto vendita. Cavallero ha ricordato che alcuni colleghi riportarono ferite gravi e ha contestato l’idea che la polizia debba concentrarsi su un’attività privata per il solo legame con la famiglia del presidente: «Bisogna farlo per tutti i commercianti», ha affermato.


La questione della tutela privata

Il nodo della controversia non riguarda soltanto la presenza dei mezzi davanti alla cioccolateria, ma il principio che potrebbe emergere da quella scelta. Alliance teme infatti che la protezione riservata a un negozio collegato alla famiglia presidenziale venga percepita come diversa da quella garantita agli altri esercenti colpiti durante le manifestazioni.

La prefettura, invece, lega il dispiegamento alla necessità di mantenere sotto controllo il centro di Amiens e nega di avere predisposto una scorta privata. Al momento, le immagini circolate in rete e le versioni contrapposte delle autorità e del sindacato restano gli elementi al centro del caso.

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