Allargamento Ue, il nuovo freno: più controlli sui futuri membri
Montenegro e Albania sono attesi tra i prossimi ingressi, mentre l’Ucraina resta nel percorso: Bruxelles valuta condizioni più rigide per proteggere l’Unione.
L’ingresso di nuovi Paesi nell’Unione europea potrebbe diventare più selettivo. La commissaria europea Marta Kos ha indicato la necessità di introdurre garanzie aggiuntive per evitare che tra i futuri membri si nascondano «Cavalli di Troia» capaci di indebolire il progetto comune dall’interno.
Montenegro e Albania in prima fila
Nel percorso di ampliamento europeo, l’attenzione è rivolta innanzitutto a Montenegro e Albania. I due Paesi sono considerati i candidati più vicini a un possibile ingresso, anche se il processo resta legato al rispetto delle condizioni richieste dall’Unione.
Dopo questa fase, nell’orizzonte europeo compare anche l’Ucraina. Il suo cammino verso l’adesione si inserisce però in un quadro più ampio, nel quale Bruxelles sta valutando come rendere più rigorose le regole applicate ai nuovi membri.
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Bruxelles studia nuove garanzie
L’ipotesi sul tavolo consiste nell’introdurre ulteriori limitazioni e strumenti di controllo per gli Stati che entreranno nell’Unione. L’obiettivo, secondo l’impostazione illustrata da Kos, è impedire che l’allargamento produca conseguenze negative sugli equilibri interni.
«Più paletti per evitare Cavalli di Troia», ha sintetizzato la commissaria europea, richiamando la necessità di accompagnare ogni futuro ingresso con tutele più solide. La discussione segnala così che l’espansione dell’Unione non riguarda soltanto i tempi delle adesioni, ma anche le condizioni da applicare ai nuovi membri.
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