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Attualità 3 min di lettura49 min fa

Alla Camera richiesta l’esenzione per i pazienti con psoriasi severa

Alla Camera presentati dati su costi, comorbidità e carenze nell’assistenza pubblica per circa 1,4 milioni di pazienti

Alla Camera è stata rilanciata la richiesta di ampliare l’esenzione sanitaria per le persone con psoriasi a placche severa. L’ipotesi avrebbe un costo stimato tra 6,3 e 9,9 milioni di euro l’anno per il Servizio sanitario nazionale.

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Le richieste per i pazienti

L’iniziativa si è svolta il 27 ottobre, a due giorni dalla Giornata mondiale della Psoriasi. Al centro dell’incontro sono state poste le difficoltà di chi deve sostenere personalmente gli esami necessari per iniziare o controllare le terapie, nonostante la gravità della malattia.

Valeria Corazza, presidente di Apiafco, ha indicato nell’estensione del codice di esenzione 045 all’interno dei Lea una delle principali priorità. «Ancora oggi, questi cittadini sono costretti a sostenere di tasca propria i costi degli esami per accedere alle cure e monitorarle», ha dichiarato, definendo la situazione incompatibile con i principi di universalità ed equità del Servizio sanitario nazionale.

Secondo i partecipanti alla conferenza, la protezione prevista dai Lea dovrebbe tenere conto dell’intensità della patologia. L’obiettivo è ridurre le differenze territoriali e assicurare controlli e trattamenti adeguati anche alle persone con forme moderate e gravi.


I numeri della malattia

I dati arrivano dal progetto “Radar-Psoriasi”, promosso da Apiafco e sviluppato da CliCon su informazioni amministrative relative a circa sei milioni di assistiti delle Asl italiane. In Italia le persone colpite dalla malattia sono stimate in circa 1,4 milioni, con 179,4 nuovi casi ogni 100.000 abitanti all’anno.

L’incidenza rilevata supera quella della malattia di Crohn e dell’artrite reumatoide, già comprese nel Piano nazionale della cronicità. L’analisi ha inoltre evidenziato la frequente presenza di altre patologie, comprese condizioni autoimmuni, cardiometaboliche, renali, epatiche, infettive e oncologiche.

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La combinazione di queste comorbidità si associa a un rischio di mortalità indicato come 1,1 volte superiore rispetto alla popolazione generale. La psoriasi, è stato spiegato, non riguarda quindi soltanto la pelle, ma richiede un controllo medico continuativo.


Esenzioni e carenza di specialisti

Soltanto il 9% dei pazienti con psoriasi beneficia oggi dell’esenzione 045. Tra coloro che non ne usufruiscono, il 3% riceve farmaci biologici e il 7% terapie sistemiche non biologiche: complessivamente, 137mila persone prive di esenzione sono curate con medicinali sistemici, compresi i biologici.

Per Tonino Aceti, presidente di Salutequità, servono sia un ampliamento delle tutele previste dai Lea sia un aggiornamento della programmazione sanitaria nazionale, attraverso il prossimo Piano sanitario nazionale e il Piano nazionale della cronicità. Le evidenze raccolte, secondo i promotori, possono servire a stimare l’impatto economico di una modifica delle regole.

Aldo Cuccia, consigliere nazionale dell’Adoi, ha richiamato anche la scarsità di dermatologi negli ospedali pubblici. «È necessario intervenire attraverso l’indizione di nuovi concorsi negli ospedali maggiormente in sofferenza di organico», ha affermato, chiedendo una collaborazione più stretta tra università e strutture ospedaliere per formare e trattenere i giovani specialisti.

Luca Degli Esposti, amministratore unico di CliCon, ha spiegato che la ricerca consente di descrivere la gestione reale della patologia, individuando i bisogni ancora scoperti e le aree in cui l’assistenza può essere organizzata meglio. Alla conferenza hanno partecipato anche Ilenia Malavasi, Luciano Ciocchetti e Ylenia Lucaselli, che hanno sostenuto la necessità di garantire un accesso uniforme alle cure.

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