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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Psoriasi severa, alla Camera chiesta l’estensione dell’esenzione 045

Dati su 6 milioni di assistiti indicano costi sostenibili e forti differenze nell’accesso alle cure

Alla Camera è stata sollecitata l’estensione dell’esenzione 045 ai pazienti con psoriasi a placche severa.

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Più tutele per i pazienti

Secondo Tonino Aceti, presidente di Salutequità, ampliare le esenzioni produrrebbe benefici sia per il Servizio sanitario nazionale sia per le persone affette dalla malattia. Tra gli interventi indicati figurano anche l’aggiornamento della programmazione sanitaria, del prossimo Piano sanitario nazionale e del Piano nazionale della cronicità.

Aldo Cuccia, consigliere nazionale dell’Adoi e coordinatore dell’Area patologie infiammatorie cutanee, ha richiamato inoltre la carenza di dermatologi negli ospedali pubblici. «È necessario intervenire attraverso l’indizione di nuovi concorsi negli ospedali maggiormente in sofferenza di organico e promuovere una reale integrazione formativa tra università e ospedali», ha affermato, indicando nell’assunzione e nella permanenza dei giovani specialisti nel servizio pubblico una delle priorità.


I dati sull’assistenza

Il quadro è stato presentato il 27 ottobre alla Camera, in vista della Giornata mondiale della Psoriasi del 29 ottobre. L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, associazioni dei pazienti e specialisti per discutere di accesso alle cure e adeguatezza delle tutele in base alla gravità della patologia.

Luciano Ciocchetti, vicepresidente della XII Commissione Affari sociali, ha promosso l’iniziativa per portare all’attenzione i bisogni ancora privi di risposta. La psoriasi, soprattutto nelle forme più severe, può compromettere profondamente la vita quotidiana e richiede quindi un confronto stabile tra mondo scientifico, pazienti e istituzioni.


Il costo dell’esenzione 045

Valeria Corazza, presidente di Apiafco, ha indicato nella mancata applicazione dell’esenzione 045 alle forme severe di psoriasi a placche uno dei principali problemi assistenziali. «Ancora oggi, questi cittadini sono costretti a sostenere di tasca propria i costi degli esami per accedere alle cure e monitorarle», ha dichiarato. L’estensione avrebbe, secondo le stime citate, un costo annuo compreso tra 6,3 e 9,9 milioni di euro per il Servizio sanitario nazionale.

Attualmente soltanto il 9% dei pazienti con psoriasi beneficia dell’esenzione. Tra coloro che ne sono privi, il 3% riceve farmaci biologici e il 7% terapie sistemiche non biologiche: nel complesso, circa 137mila persone non esenti assumono trattamenti sistemici, compresi quelli biologici.

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Numeri e complessità clinica

Le cifre provengono da “Radar-Psoriasi”, progetto promosso da Apiafco e realizzato da CliCon attraverso dati amministrativi raccolti da diverse Asl italiane, relativi a circa 6 milioni di assistiti. L’analisi ha esaminato la diffusione della malattia, il suo peso clinico e assistenziale e le ricadute economiche sulla sanità.

In Italia le persone con psoriasi sono circa 1,4 milioni. L’incidenza annuale raggiunge 179,4 nuovi casi ogni 100.000 abitanti, un valore superiore a quello rilevato per il morbo di Crohn e l’artrite reumatoide, già comprese nel Piano nazionale della cronicità.

Marco Romanelli, componente del Consiglio direttivo della Sidemast, ha spiegato che la complessità non dipende soltanto dalle manifestazioni cutanee. La malattia è associata con frequenza significativa a disturbi autoimmuni, cardiometabolici, renali, epatici, infettivi e oncologici; secondo i dati illustrati, il rischio di mortalità risulta 1,1 volte più alto rispetto alla popolazione generale.

Luca Degli Esposti, amministratore unico di CliCon, ha descritto la psoriasi come una condizione cronica che richiede un’analisi complessiva dei percorsi di cura. I dati raccolti consentono di individuare le necessità non ancora intercettate e le aree in cui l’organizzazione dell’assistenza può essere migliorata.


La richiesta alle istituzioni

Ilenia Malavasi, Luciano Ciocchetti e Ylenia Lucaselli hanno indicato nei risultati di “Radar-Psoriasi” una base concreta per valutare l’impatto dell’ampliamento dell’esenzione sul Servizio sanitario nazionale. La richiesta condivisa riguarda tutele omogenee sul territorio e un accesso alle prestazioni collegato alla severità effettiva della malattia.

Romanelli ha aggiunto che le forme severe a placche possono richiedere controlli specialistici continuativi, anche per la presenza di comorbilità e per le conseguenze sulla qualità della vita. L’aggiornamento dei Lea, calibrato sulla gravità della patologia, viene quindi indicato come uno degli interventi necessari per ridurre i costi sostenuti direttamente dai pazienti e limitare le differenze territoriali.

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