Psoriasi severa, chiesta l’estensione dell’esenzione 045
Alla Camera presentati i dati sui pazienti: solo il 9% beneficia oggi dell’esenzione prevista dai Lea
L’estensione dell’esenzione 045 ai pazienti con psoriasi a placche severa è stata chiesta durante un incontro alla Camera dei deputati. La misura, secondo le associazioni, avrebbe un costo stimato per il Servizio sanitario nazionale tra 6,3 e 9,9 milioni di euro l’anno.
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Le richieste per i pazienti
La conferenza si è svolta il 27 ottobre, in vista della Giornata mondiale della psoriasi del 29 ottobre. Al centro del confronto è finita la necessità di adeguare le tutele previste dai Livelli essenziali di assistenza alla gravità della malattia e ai bisogni effettivi delle persone interessate.
Valeria Corazza, presidente di Apiafco, ha spiegato che molti pazienti con forme severe devono ancora pagare gli esami necessari per iniziare e controllare le terapie. «Un onere economico inaccettabile, che contrasta con i principi di universalità ed equità su cui si fonda, o dovrebbe fondarsi, il nostro Ssn», ha detto durante l’iniziativa.
Secondo i dati presentati, soltanto il 9% delle persone con psoriasi usufruisce dell’esenzione 045. Tra coloro che ne sono privi, il 3% riceve farmaci biologici e il 7% segue trattamenti sistemici non biologici: complessivamente, sono circa 137mila i pazienti non esenti sottoposti a terapie sistemiche.
I dati sulla malattia
Le cifre arrivano dal progetto Radar-Psoriasi, promosso da Apiafco e realizzato da CliCon attraverso dati amministrativi raccolti da Asl italiane, relativi a circa sei milioni di assistiti. L’analisi ha esaminato la diffusione della patologia, l’assistenza ricevuta, gli effetti clinici e le ricadute economiche.
In Italia le persone con psoriasi sono circa 1,4 milioni. L’incidenza annua raggiunge 179,4 nuovi casi ogni 100mila abitanti, un valore superiore a quello rilevato per la malattia di Crohn e per l’artrite reumatoide. La patologia può inoltre accompagnarsi a disturbi autoimmuni, cardiometabolici, renali, epatici, infettivi e oncologici; la presenza di queste condizioni è associata a un rischio di mortalità 1,1 volte maggiore rispetto alla popolazione generale.
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Luca Degli Esposti, amministratore unico di CliCon, ha osservato che i risultati descrivono la psoriasi come una malattia cronica complessa, non limitata alle manifestazioni della pelle. I dati, ha aggiunto, possono aiutare a individuare i bisogni assistenziali ancora scoperti e a migliorare l’organizzazione dei percorsi di cura.
Assistenza e personale sanitario
Marco Romanelli, membro del Consiglio direttivo di Sidemast, ha richiamato la necessità di collegare l’accesso alle tutele alla severità della patologia. Le forme più gravi richiedono infatti trattamenti prolungati e controlli specialistici regolari, anche per la possibile presenza di altre malattie associate.
Aldo Cuccia, consigliere nazionale di Adoi e coordinatore dell’area dedicata alle patologie infiammatorie cutanee, ha segnalato anche la carenza di dermatologi negli ospedali pubblici. «È necessario intervenire attraverso l’indizione di nuovi concorsi negli ospedali maggiormente in sofferenza di organico e promuovere una reale integrazione formativa tra università e ospedali», ha affermato.
Tra le proposte emerse figurano l’aggiornamento dei Lea in base alla gravità della psoriasi, la revisione della programmazione sanitaria nazionale e l’inserimento delle esigenze dei pazienti nel prossimo Piano sanitario nazionale e nel Piano nazionale della cronicità. L’obiettivo indicato dai partecipanti è ridurre le differenze territoriali e rendere uniformi i percorsi di diagnosi, cura e monitoraggio.
Alla discussione hanno partecipato anche Ilenia Malavasi, Luciano Ciocchetti e Ylenia Lucaselli. I rappresentanti istituzionali hanno indicato nei dati del progetto Radar-Psoriasi una base concreta per valutare l’impatto dell’ampliamento dell’esenzione sul Servizio sanitario nazionale.
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