Alieni, segreti e rock: il progetto di Tom DeLonge sugli UFO
Dagli avvistamenti raccontati da un investigatore di Manchester alla squadra di ex funzionari e tecnici riunita da Tom DeLonge per studiare il fenomeno.
La domanda sull’esistenza di forme di vita intelligenti oltre la Terra ha riunito ex funzionari dell’intelligence, tecnici dell’industria aerospaziale e un musicista diventato imprenditore. Tra i protagonisti c’è Tom DeLonge, che ha trasformato una passione coltivata fin dall’adolescenza in un progetto dedicato agli oggetti volanti non identificati.
DeLonge punta sui nomi riservati
Nell’ottobre 2017, durante un evento organizzato in California per raccogliere fondi, DeLonge presentò la To The Stars Academy of Arts & Sciences, Inc. Sul palco con lui comparvero Jim Semivan, già membro del National Clandestine Service della CIA, il fisico Hal Puthoff e Steve Justice, in passato dirigente dell’area Sistemi Avanzati della divisione Skunk Works di Lockheed Martin.
Alla squadra si unirono anche Chris Mellon, ex vice assistente del segretario alla Difesa per l’intelligence e già esponente di minoranza della Commissione Intelligence del Senato, oltre a Luis “Lue” Elizondo, che aveva lavorato nel controspionaggio. DeLonge spiegò di aver trascorso nove mesi negli Stati Uniti incontrando persone della NASA, del dipartimento della Difesa e di altre agenzie, mantenendo tutto riservato persino ai compagni dei Blink-182.
Mellon, da poco entrato nel consiglio della società come consulente, fu incaricato di illustrare quella che DeLonge definiva una vicenda lunga migliaia di anni. Il racconto avrebbe dovuto collegare avvistamenti, programmi riservati e tecnologie considerate ancora difficili da spiegare, anche se il materiale disponibile si interrompe proprio all’inizio del suo intervento.
Una teoria nata tra chitarre e computer
L’interesse di DeLonge per la possibile presenza di vita aliena non nacque con la fondazione della società. Nel 1995, dopo il primo importante contratto discografico firmato dai Blink-182, usò parte dell’anticipo per comprare un computer e dedicarsi alle ricerche sul tema che lo affascinava maggiormente.
La sua curiosità entrò anche nella produzione musicale del gruppo. Nel terzo album dei Blink-182, Enema of the State, comparve il brano “Aliens Exist”. Il batterista Travis Barker ha raccontato che, durante le tournée, lui e DeLonge trascorrevano il tempo a osservare il cielo dal finestrino dell’autobus, arrivando talvolta a organizzare spedizioni alla ricerca di Bigfoot.
La passione si trasformò poi in un’attività strutturata. Nel 2015, attraverso le email rese pubbliche da WikiLeaks, emerse che DeLonge aveva contattato John Podesta, allora direttore del comitato elettorale di Hillary Clinton, per proporgli un incontro con due persone considerate centrali nel mondo degli UFO. Nella corrispondenza parlava anche di romanzi, film, saggi e colloqui con figure legate a programmi scientifici e militari classificati.
Il progetto promette tecnologie nuove
Nel video mostrato prima della sua apparizione sul palco, DeLonge raccontava di aver incontrato un dirigente del dipartimento della Difesa collegato a programmi riservati nell’area di Watertown, indicata anche come Area 51. Sosteneva inoltre di avere partecipato a numerosi incontri discreti tra aeroporti nel deserto e sedi di Washington.
Secondo la sua ricostruzione, quelle conversazioni gli avevano lasciato tre convinzioni: alcuni segreti non avrebbero dovuto essere mantenuti tali, altri potevano essere divulgati dopo molti anni e una parte delle informazioni appariva così sorprendente da sembrare inadatta alla pubblicazione. «Volevo cambiare la percezione su un argomento straordinario», disse presentando il progetto e il suo obiettivo di riunire ricerca, divulgazione e finanziamento.
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DeLonge descrisse anche lunghe notti trascorse a ordinare dati, cercando una spiegazione complessiva per fenomeni che, a suo giudizio, avrebbero interagito con l’umanità per millenni. La società avrebbe dovuto sostenere lo sviluppo di un veicolo spaziale basato su tecnologie ritenute avanzate, attraverso un modello economico capace di finanziare in modo continuativo progettazione e produzione.
Dal pub di Manchester alle osservazioni
Molto più lontano dai palcoscenici californiani, Ash Ellis coltiva la stessa curiosità da Manchester. Quando aveva dieci anni vide nel cielo, vicino alla propria abitazione, una sagoma triangolare scura che procedeva rapidamente e senza rumore. «Da allora ho cominciato a interessarmi agli UFO», ha raccontato ricordando quell’episodio.
Oggi Ellis ha trentaquattro anni e guida UFO Identified, organizzazione amatoriale nata durante la pandemia di COVID-19. In quel periodo era in cassa integrazione dal lavoro di mazziere di poker in un casinò locale e decise di dare una forma stabile alla sua passione.
Il gruppo produce anche il podcast Pursuit of the Paranormal e vende sul proprio negozio digitale magliette, portachiavi, spille e penne. L’attività principale, però, consiste nel raccogliere segnalazioni, organizzare osservazioni notturne e provare a verificare ciò che viene riferito dai testimoni.
Un corso per riconoscere gli avvistamenti
I quattro componenti della squadra investigativa hanno tutti un’occupazione principale. Le indagini vengono quindi svolte nel tempo libero, mentre le segnalazioni non confermate continuano ad aumentare. Ellis considera l’impegno oneroso, ma anche una scelta dettata dalla passione e dalla volontà di ottenere il maggior numero possibile di informazioni.
Durante una riunione mensile della sezione nordoccidentale, i soci si sono ritrovati in un’area del pub riservata al club. Un grande pannello illustrava le diverse attività: ricerca, verifiche sul campo, aggiornamento dell’archivio degli avvistamenti, pubblicazione di articoli, osservazione del cielo e formazione.
Quest’ultima prevede un percorso digitale della durata di sei mesi dedicato al riconoscimento degli UFO. Ellis sostiene che chi lo conclude può contribuire alle attività investigative. Anche un giornalista presente all’incontro ha deciso di seguirlo, con l’obiettivo di ottenere la certificazione come osservatore di UFO.
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