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Attualità 2 min di lettura11 ore fa

Aeroporti sauditi nel mirino: Riad conta morti e feriti

Trump valuta un coinvolgimento degli Stati Uniti mentre gli Houthi rivendicano nuovi attacchi e minacciano altre operazioni nel regno.

Donald Trump ha aperto alla possibilità che gli Stati Uniti partecipino ai raid contro gli Houthi, nel pieno della nuova escalation tra il movimento yemenita e l’Arabia Saudita. Il presidente americano ha annunciato l’intenzione di confrontarsi con il principe ereditario Mohammed bin Salman e, parlando alla Casa Bianca, ha dichiarato: «Potremmo farlo. Valuteremo la situazione». Una decisione, ha aggiunto, sarebbe arrivata in tempi rapidi.

Gli Houthi hanno rivendicato sia l’attacco più recente sia quello avvenuto sabato. Il gruppo sostiene che le operazioni siano una risposta all’aumento dei bombardamenti sauditi in Yemen e afferma che, nelle 24 ore precedenti, l’aviazione del regno avrebbe compiuto 124 incursioni. Nella stessa comunicazione, le forze armate legate al movimento hanno denunciato vittime tra donne e bambini e rivolto un nuovo avvertimento ad aeroporti e infrastrutture saudite, invitando inoltre vettori e passeggeri a evitare gli scali e lo spazio aereo del Paese.


Riad, il bilancio continua a salire

Il nuovo attacco ha colpito nella serata di ieri l’aeroporto internazionale King Khalid di Riad. Una persona ha perso la vita e altre 11 sono state ferite; la vittima è un cittadino pakistano residente in Arabia Saudita. I feriti sono stati trasferiti negli ospedali, mentre le autorità stanno ancora valutando l’entità dei danni subiti dalle strutture.

Secondo il portavoce della coalizione militare guidata da Riad, l’impatto ha innescato un incendio al Terminal 4. Prima dell’episodio, le difese aeree saudite avevano abbattuto un missile da crociera nelle vicinanze dello scalo, senza che siano stati forniti ulteriori dettagli sull’intercettazione.


Voli cancellati e scali sotto esame

L’attacco più recente si è verificato a meno di un giorno dal precedente lancio missilistico contro il medesimo aeroporto. Le autorità hanno aggiornato quel bilancio indicando almeno 13 morti e 309 feriti, tra cittadini sauditi e stranieri.

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La chiusura dello scalo di Riad, disposta almeno fino alla tarda serata di domenica, ha comportato la soppressione di oltre 600 collegamenti aerei. Nella serata di domenica è stato inoltre preso di mira l’aeroporto internazionale King Fahd di Dammam, nella parte orientale del regno: l’Autorità generale per l’aviazione civile ha confermato l’episodio e avviato gli accertamenti sulla sicurezza e sui possibili danni.


Le vittime dell’attacco precedente

Tra le persone morte nel bombardamento di sabato figurano sauditi e cittadini stranieri. L’ambasciata indiana a Riad aveva confermato domenica il decesso di un proprio connazionale, ferito nell’attacco precedente.

Le autorità aeroportuali non hanno ancora concluso le verifiche sugli impianti coinvolti nell’ultima offensiva. Il susseguirsi degli episodi ha però esteso l’emergenza oltre la capitale, coinvolgendo anche il principale scalo di Dammam e alimentando il confronto sull’eventuale ingresso diretto di Washington nel conflitto.

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