Cile, stop a El Teniente: la sicurezza ora passa dalle ispezioni
Dopo la morte di due lavoratori travolti da fango e neve, il governo blocca l’attività nella grande miniera e attende l’esito dei controlli
La produzione è ferma a El Teniente, dopo che una valanga di fango e neve ha provocato la morte di due operai. La decisione riguarda l’intero complesso minerario cileno e resterà in vigore fino a quando non saranno completate le verifiche sulle condizioni di sicurezza.
Il provvedimento è stato disposto dal ministero del Lavoro del Cile. Il ministro David Oddó ha spiegato che la ripresa delle attività potrà avvenire soltanto dopo le ispezioni e sulla base dei loro risultati.
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La ripartenza resta legata ai controlli
Gli accertamenti dovranno stabilire se le operazioni potranno ricominciare senza esporre ulteriormente i lavoratori a rischi. Fino alla conclusione delle verifiche, nella miniera non sarà quindi possibile svolgere le normali attività estrattive.
El Teniente si trova nella regione di O'Higgins ed è gestita da Codelco, il colosso statale cileno del rame. Il sito è la più estesa miniera sotterranea del Paese e occupa il terzo posto per quantità di metallo prodotto.
Una lunga scia di incidenti
La miniera si sviluppa lungo circa 4500 km di gallerie scavate sulle pendici della vetta andina da cui prende il nome. Lo sfruttamento del giacimento è iniziato nel 1905 e, da allora, il sito è stato teatro di numerosi incidenti mortali.
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Nel precedente più recente, avvenuto lo scorso anno, sei lavoratori persero la vita dopo il cedimento di una galleria. L’incidente con il bilancio più pesante risale invece al 1945: un incendio partito da uno degli accessi causò la morte di 355 persone tra gli oltre mille operai presenti sottoterra.
Codelco affronta un calo produttivo
Il nuovo incidente si inserisce in una fase difficile per Codelco, la cui produzione continua a risentire sia del maltempo sia delle interruzioni provocate dagli incidenti. Ad agosto, l’azienda aveva registrato una diminuzione media dell’8,1% considerando tutte le proprie miniere.
Nello stesso periodo El Teniente aveva evidenziato una contrazione ancora più marcata, pari al 20,1%. La sospensione appena decisa aggiunge dunque un ulteriore elemento di pressione sulla produzione del principale gruppo minerario pubblico del Cile.
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