Zelensky accusa Washington: nessun allarme prima dei missili su Kiev
Il presidente ucraino denuncia l’assenza di avvisi americani durante il raid sulla capitale, mentre mantiene aperto il confronto diplomatico con l’amministrazione Trump.
Nonostante la nuova escalation militare, Kiev mantiene attivo il canale con Washington. Zelensky ha fatto sapere di aver trasmesso a Steve Witkoff e Jared Kushner proposte concrete per convocare incontri di alto livello nei prossimi giorni.
Nel suo discorso serale, il presidente ucraino ha ribadito che il Paese è pronto a discutere, ma senza rinunciare alla propria sovranità. «L’Ucraina adotta sempre un approccio costruttivo e le nostre posizioni sono chiare: siamo pronti a trattare, ma con la priorità assoluta di tutelare l’indipendenza del nostro popolo», ha affermato.
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Kiev tiene aperto il negoziato
L’invio dei documenti agli esponenti scelti da Donald Trump segnala la volontà ucraina di non interrompere il dialogo politico, anche mentre restano forti le divergenze sulla sicurezza. Witkoff e Kushner seguono infatti per l’amministrazione statunitense alcuni dei principali dossier internazionali.
La scelta di proseguire i contatti arriva dopo un nuovo attacco russo contro la capitale. Il confronto diplomatico, dunque, procede parallelamente alle accuse rivolte agli alleati sulla gestione delle informazioni relative ai lanci missilistici.
Missili sulla centrale di Kiev
Durante la notte, cinque vettori balistici russi hanno puntato verso Kiev. Tra gli obiettivi colpiti figura la centrale termoelettrica numero 4, un impianto essenziale per la rete energetica della città.
Zelensky sostiene che l’allerta sia arrivata troppo tardi, quando i missili erano già prossimi all’area urbana. «Per la seconda volta consecutiva, i partner non ci hanno avvertiti, e i missili sono stati individuati solo mentre si avvicinavano alla città», ha scritto, sottolineando che una simile lacuna può avere conseguenze mortali.
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Washington invoca il maltempo
La spiegazione fornita dagli Stati Uniti attribuisce il mancato preavviso alle condizioni atmosferiche avverse, che avrebbero limitato la capacità dei satelliti di individuare in tempo i lanci. La ricostruzione è stata riferita da Politico attraverso un funzionario americano informato sulla vicenda.
A Kiev, però, restano dubbi sull’effettiva solidità dello scambio di dati strategici con Washington e con la NATO. Donald Trump ha dichiarato pubblicamente che la collaborazione informativa con l’Ucraina continua senza interruzioni, ma l’episodio alimenta le preoccupazioni delle autorità ucraine.
La tregua energetica è già in crisi
Il presidente ucraino ha inoltre accusato Mosca di ignorare l’intesa politica sostenuta da Trump per fermare gli attacchi contro le infrastrutture energetiche. Kiev aveva accolto l’iniziativa, ma secondo Zelensky gli ultimi bombardamenti dimostrano che la Russia non intende rispettarla.
«È assolutamente ingiusto che distruggano il nostro settore energetico e che l’Ucraina non riceva nemmeno un preavviso. Chiedo al mondo di non rimanere in silenzio e all’America di guardare in faccia la realtà», ha dichiarato il leader ucraino.
Le autorità di Kiev temono inoltre che possano verificarsi nuovi raid. L’intelligence ucraina riferisce di preparativi russi per ulteriori operazioni con missili e ha invitato la popolazione a mantenere alta l’attenzione, mentre proseguono gli sforzi per rafforzare la difesa aerea intorno ai centri abitati.
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