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Cuba, il paradosso delle sanzioni: dagli Usa vendite a +210%

Nei primi otto mesi gli scambi hanno toccato 876 milioni di dollari, con carburanti, aiuti, carne e veicoli tra i prodotti più richiesti.

Il rafforzamento delle misure punitive voluto da Donald Trump non ha frenato le vendite statunitensi verso Cuba. Anzi, tra gennaio e agosto il valore degli scambi ha raggiunto 876 milioni di dollari, segnando una crescita del 210% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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Agosto segna un nuovo primato

La spinta più recente è arrivata ad agosto, quando le esportazioni hanno totalizzato 202 milioni di dollari. Si tratta del livello mensile più elevato mai registrato nei rapporti commerciali tra Stati Uniti e Cuba.

Il dato emerge dalle rilevazioni dell’Ufficio del censimento degli Stati Uniti. L’incremento si verifica mentre l’isola deve fare i conti con la scarsità di beni essenziali, tra cui generi alimentari, medicinali e carburante, oltre che con interruzioni frequenti della corrente elettrica.


Il carburante guida gli scambi

Tra le merci più importanti compaiono i prodotti energetici. A luglio le forniture statunitensi di petrolio e derivati hanno raggiunto 3,2 milioni di barili, la quantità più alta mai rilevata in un singolo mese secondo l’Amministrazione statunitense per l’informazione energetica.

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Nel paniere figurano anche aiuti umanitari, carne e veicoli. La possibilità di commerciare nonostante l’embargo, in vigore da oltre 60 anni, deriva da specifiche autorizzazioni e dalle eccezioni previste dalla normativa americana.


Resta il nodo del controllo statale

Washington sostiene che questo meccanismo possa sostenere le attività private cubane. Il forte aumento delle forniture, tuttavia, lascia aperta la questione della destinazione finale dei beni e del possibile coinvolgimento delle strutture statali nella loro gestione.

La crescita degli scambi si colloca quindi in un quadro segnato da restrizioni ancora operative e da una grave emergenza interna. Da una parte le licenze consentono alle aziende statunitensi di vendere determinati prodotti; dall’altra, sull’isola persistono difficoltà nell’approvvigionamento e nella distribuzione delle risorse di base.

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