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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Verdi a scuola, la svolta nei licei: e la Maturità resta un mistero

Il melodramma sarà affrontato nelle lezioni di letteratura italiana senza nuovi fondi, mentre la musica classica entrerà nel percorso formativo già alle elementari.

La musica classica entrerà nel percorso scolastico fin dai primi anni: il ministero intende inserirne la storia nella formazione degli alunni della scuola primaria, considerandola parte dello sviluppo complessivo della persona. L’insegnamento del melodramma si estenderà poi anche ai licei, con un ruolo affidato ai docenti di italiano.


La Maturità resta ancora un’incognita

Tra le ipotesi c’è anche quella di portare Giuseppe Verdi tra gli autori o gli argomenti delle prove di Maturità del prossimo anno. Interpellato sulla possibilità, Giuseppe Valditara non ha dato conferme e ha liquidato la domanda con una battuta: «Se lo dicessi sarebbe uno spoiler».

L’eventuale presenza del compositore all’esame, dunque, rimane senza ufficialità. L’annuncio sul nuovo spazio riservato all’opera riguarda invece i programmi ordinari dei licei, dove il melodramma sarà affrontato all’interno dello studio della letteratura italiana.


Un posto per l’opera tra i classici

Secondo il ministro dell’Istruzione, il melodramma deve essere considerato una componente della tradizione letteraria nazionale e non soltanto un fenomeno musicale. L’obiettivo è inserirlo accanto a figure come Alessandro Manzoni e Giacomo Leopardi, riconoscendo il peso avuto dall’opera nella costruzione dell’identità culturale italiana.

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Valditara ha definito il cambiamento «una piccola rivoluzione» e ha sostenuto che l’esclusione dai programmi sarebbe legata a un pregiudizio maturato circa un secolo fa, quando l’opera veniva giudicata troppo popolare per essere accostata ai grandi autori. Non sono previsti nuovi stanziamenti, percorsi formativi dedicati o assunzioni: il compito resterà ai professori di lettere.


Il progetto annunciato alla Scala

La decisione è stata presentata al Teatro alla Scala di Milano durante l’incontro intitolato “Il melodramma come letteratura nazionale”, a cui hanno partecipato gli studenti degli istituti Tito Livio, Virgilio e San Carlo. Per illustrare il rapporto tra cultura popolare e patrimonio scritto, il ministro ha richiamato il confronto tra l’Infinito di Leopardi e il “Va’, pensiero” tratto dal Nabucco di Verdi.

All’appuntamento era presente anche Fortunato Ortombina, sovrintendente della Scala. Nel suo intervento ha ricordato il rapporto tra Verdi e Manzoni, oltre al contributo di Arturo Toscanini alla cultura italiana, e ha sostenuto che La forza del destino, Don Carlo e Simon Boccanegra possono essere considerati opere di valore paragonabile a quello dei romanzi.

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