Acqua al confine, piano da 500 milioni: la diga che guarda a Musina
Sudafrica e Zimbabwe valutano l’impianto di Thuli-Moswa per sostenere l’approvvigionamento idrico e la crescita industriale nel Limpopo
Una nuova infrastruttura potrebbe collegare le esigenze idriche del Sudafrica settentrionale con le risorse disponibili in Zimbabwe. I due Paesi stanno infatti esaminando la costruzione della diga di Thuli-Moswa, un’opera dal valore stimato di 500 milioni di dollari che servirebbe soprattutto l’area economica speciale di Musina-Makhado, nel Limpopo.
Musina-Makhado cerca nuove risorse
Il bacino verrebbe realizzato in territorio zimbabwese e, secondo le ipotesi tecniche attualmente analizzate, avrebbe una capacità complessiva di circa 430 milioni di metri cubi. La struttura potrebbe mettere a disposizione fino a 90 milioni di metri cubi d’acqua ogni anno per il polo industriale situato sul versante sudafricano del confine.
L’iniziativa nasce in un contesto segnato dalla crescente attenzione di Pretoria alla disponibilità di acqua. L’aumento della popolazione, l’espansione delle attività produttive e gli effetti combinati della siccità e dei cambiamenti climatici stanno accrescendo la necessità di individuare fonti aggiuntive di approvvigionamento.
Prima la fattibilità, poi i lavori
Al momento non è stata fissata una data per l’avvio del cantiere. I governi di Sudafrica e Zimbabwe stanno definendo uno studio comune che dovrà verificare la sostenibilità tecnica ed economica dell’intervento, prima di qualsiasi decisione definitiva.
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Nel caso di approvazione, la preparazione del progetto richiederebbe circa 18 mesi. A questa fase seguirebbero tre anni di costruzione, secondo la pianificazione preliminare presa in considerazione dai due Paesi.
Un tassello della cooperazione regionale
Thuli-Moswa rientrerebbe tra le principali iniziative idriche transfrontaliere valutate dal Sudafrica negli ultimi anni. Il progetto si inserisce nel solco della collaborazione già sviluppata con il Lesotho sul fronte delle risorse idriche.
Un precedente più recente riguarda gli accordi conclusi nel 2024 con Harare per trasferire acqua trattata verso Musina. La nuova diga, ancora allo stadio di studio, amplierebbe quindi il quadro dei rapporti tra i due governi in una zona dove sicurezza idrica e sviluppo industriale sono sempre più legati.
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