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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

7 ottobre, la giornata che ha riacceso Gaza: immagini e svolta

Dalla strage al festival Nova alla dichiarazione di guerra di Israele: la sequenza degli eventi che ha aperto una nuova fase del conflitto mediorientale

Le immagini del festival Nova, il rapimento di Noa Argamani e l'irruzione dei miliziani nelle comunità israeliane sono diventati i fotogrammi più riconoscibili del 7 ottobre 2023. Quel giorno, un attacco partito da Gaza ha spezzato un equilibrio già fragile e ha dato avvio a una fase di guerra destinata a protrarsi per mesi.


Il festival trasformato in un bersaglio

All'alba, una vasta salva di razzi viene lanciata dalla Striscia verso Israele. Contemporaneamente, uomini armati di Hamas superano la barriera di confine e raggiungono città, kibbutz e l'area del festival musicale Nova, nel deserto del Negev.

La festa si trasforma rapidamente in una fuga disperata. I partecipanti cercano riparo e vie d'uscita mentre si susseguono sparatorie e aggressioni. Il bilancio delle vittime cresce nelle ore successive: al festival saranno recuperati 260 corpi, facendo di quella strage uno dei simboli dell'attacco.


Le immagini che hanno segnato il 7 ottobre

Tra i filmati più diffusi c'è quello che mostra Noa Argamani e il suo compagno Avinatan Or catturati durante l'assalto. La donna viene portata via su una motocicletta, mentre l'uomo è trascinato dai rapitori: quelle immagini diventano il volto della vicenda degli ostaggi israeliani.

Noa Argamani sarà liberata l'8 giugno 2024, insieme ad altre tre persone, durante un'operazione dell'esercito israeliano a Nuseirat. Il suo compagno, invece, resta tra coloro che vengono portati via nel corso dell'attacco al Nova Festival.


Dalla risposta militare all'assedio

Mentre proseguono i lanci di razzi e le infiltrazioni, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu annuncia la nuova fase con una frase destinata a segnare la giornata: «Siamo in guerra». Israele richiama i riservisti e prepara l'offensiva contro Hamas; poco dopo iniziano i bombardamenti sulla Striscia di Gaza.

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L'operazione militare si intensifica e viene annunciato un assedio totale dell'enclave. Alla violenza dell'attacco del 7 ottobre segue così una campagna israeliana su larga scala, destinata a continuare nei mesi successivi e a devastare Gaza.


Il sostegno degli Stati Uniti

La crisi assume subito una portata internazionale. Gli Stati Uniti dichiarano il proprio appoggio a Israele e prendono in considerazione l'invio di equipaggiamenti militari, schierandosi al fianco dell'alleato mentre il conflitto entra nella sua fase più aspra.

Nei giorni seguenti il sostegno di Washington si concretizza con nuovi aiuti militari e con la visita del presidente Joe Biden in Israele. La reazione americana accompagna l'escalation sul terreno e consolida la dimensione internazionale della guerra.


Le radici di una nuova guerra

Il 7 ottobre si inserisce in una storia molto più lunga. Il conflitto israelo-palestinese affonda le proprie radici nella Nakba del 1948 ed è stato segnato da guerre, scontri, periodi di tensione e tentativi di pace mai riusciti a interrompere stabilmente le violenze.

L'offensiva di Hamas non viene quindi descritta come un episodio isolato, ma come l'esplosione di una crisi accumulata nel tempo. L'attacco provoca la morte di oltre 1.200 israeliani e il rapimento di 251 persone; soltanto 168 di loro torneranno vive. Da quel giorno prende forma la guerra che, nei mesi seguenti, colpirà duramente la Striscia di Gaza.

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