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Attualità 1 min di lettura3 giorni fa

7 ottobre, gli allarmi ignorati: il retroscena su Gaza e Israele

Secondo ricostruzioni della stampa americana, Il Cairo e Abu Dhabi avrebbero segnalato a Netanyahu una minaccia imminente prima dell’attacco di Hamas.

Gli avvertimenti arrivati prima del 7 ottobre 2023 non avrebbero spinto Israele a modificare la propria linea su Gaza. È questa la ricostruzione rilanciata da The Atlantic, mentre il New York Times riferisce di un ulteriore colloquio sulla minaccia tra il presidente degli Emirati Arabi Uniti e Benjamin Netanyahu.


Il monito arrivato dal Cairo

Undici giorni prima dell’attacco, Abbas Kamel, allora a capo dei servizi segreti egiziani, sarebbe volato in Israele per mettere in guardia il governo. Il messaggio, secondo la ricostruzione, non lasciava spazio a molte ambiguità: “Se non cambiate rotta, Gaza vi esploderà in faccia”.

L’allerta egiziana si inserisce in un quadro più ampio di segnalazioni diplomatiche e d’intelligence. Anche il presidente degli Emirati avrebbe parlato con Netanyahu del pericolo che incombeva sullo Stato ebraico, ma quegli avvisi sarebbero rimasti senza seguito.

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Netanyahu respinge le accuse

Il 1 ottobre 2023 il primo ministro israeliano convocò una riunione dedicata alla situazione di Gaza. Stando alla ricostruzione citata, durante quell’incontro non venne però indicato il rischio di un attacco imminente.

Netanyahu ha sempre respinto ogni responsabilità per quanto accaduto. Le nuove rivelazioni riportate dalla stampa statunitense riaprono così il tema di ciò che il governo israeliano sapesse prima del 7 ottobre e di come siano state valutate le informazioni ricevute.

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