66,13% e una sfida enorme: Glucksmann prova a cambiare la sinistra
Il fondatore di Place Publique domina le primarie dell’area socialdemocratica e punta a costruire un’alternativa a Mélenchon, al macronismo e all’estrema destra
La vittoria è stata netta, ma il vero banco di prova comincia adesso. Raphaël Glucksmann ha conquistato le primarie della sinistra socialdemocratica francese con il 66,13% dei consensi e sarà il candidato sostenuto dal Partito socialista e dagli alleati alle elezioni presidenziali del 2027. Il risultato gli offre una posizione centrale, senza però ricomporre automaticamente le divisioni dell’area progressista.
Un consenso largo, una responsabilità maggiore
Alla consultazione hanno preso parte più di 120mila elettori. Olivier Faure, segretario del Partito socialista, si è fermato al 14,48%, mentre Ségolène Royal ha ottenuto il 7,62%; Emmanuel Maurel e Jérôme Guedj hanno raccolto ciascuno poco meno del 6%.
Nel suo intervento a Parigi, Glucksmann ha rivendicato l’idea di una sinistra capace di restare ancorata ai propri principi e, allo stesso tempo, di puntare alla vittoria. «Sarò il candidato della sinistra democratica (…) capace di battere l’estrema destra», ha promesso l’europarlamentare durante il discorso seguito alla proclamazione dei risultati.
La partita va oltre le primarie
Faure ha riconosciuto l’esito del voto e ha chiesto di trasformare il risultato in un percorso comune: «Abbiamo un candidato, ora dobbiamo costruire insieme uno spirito di vittoria». Anche Royal, nonostante il piazzamento deludente, ha fatto sapere che sosterrà il vincitore.
La strategia di Glucksmann mira a riunire il centrosinistra senza affidarne la direzione a Jean-Luc Mélenchon, leader di La France insoumise e rimasto fuori dalla consultazione. Il progetto dovrebbe collocarsi a distanza sia dalla sinistra radicale sia dal Rassemblement National di Marine Le Pen, che da tempo occupa le prime posizioni nei sondaggi.
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Una terza via da costruire
Il fondatore di Place Publique intende inoltre distinguersi dal macronismo, mentre centrodestra ed estrema destra stanno già preparando le rispettive candidature. «Non siamo qui per vincere una disputa a sinistra. Siamo qui per vincere le elezioni presidenziali: voltare pagina rispetto al macronismo, fermare l’estrema destra e cambiare la vita», ha dichiarato.
La sua linea politica combina europeismo, sostegno all’Ucraina e attenzione alle questioni ambientali. Nel 2024 Glucksmann aveva già guidato la lista socialista alle elezioni europee: l’alleanza con Place Publique aveva raggiunto il 13,8%, chiudendo al terzo posto.
Il nodo dell’unità progressista
A 46 anni, Glucksmann dispone ora di una candidatura solida nell’area socialdemocratica. Il successo interno, tuttavia, non basta a superare la frammentazione della sinistra francese, che resta il principale ostacolo sulla strada verso il 2027.
Saranno soprattutto due elementi a misurare la forza del nuovo candidato: la capacità di mantenere alta la mobilitazione degli elettori e la disponibilità degli altri partiti a convergere sul suo nome. Solo un’intesa più ampia potrà trasformare la vittoria alle primarie in un’alternativa realmente competitiva.
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