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Attualità 1 min di lettura9 ore fa

54 giorni ostaggio, poi la scelta: Moran Yanai rifiuta l’odio

Dopo la prigionia nelle mani di Hamas, l’ex ostaggio israeliana mette a confronto la propria ferita con il dramma di Gaza e chiede una scelta di pace.

Moran Stella Yanai è rimasta nelle mani di Hamas per 54 giorni. Dopo quella esperienza, l’ex ostaggio israeliana racconta di non voler trasformare la sofferenza vissuta in odio verso Gaza.


Una ferita che non viene cancellata

Yanai riconosce la gravità della tragedia che colpisce la popolazione di Gaza, ma chiede che questo dolore non venga usato per negare ciò che ha subito lei. La sua posizione nasce dal tentativo di tenere insieme due sofferenze senza confonderle.

«Non porterò con me l’odio di Gaza. Ma la loro tragedia non cancella la mia», afferma l’ex ostaggio, riassumendo il contrasto tra il rifiuto della vendetta e la necessità di non dimenticare la propria esperienza.

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La richiesta rivolta a Israele

Nel racconto di Yanai, paura e umanità restano entrambe presenti. La prigionia non le impedisce di guardare alla possibilità di una scelta diversa per il futuro del suo Paese.

«Tra paura e umanità voglio che il mio Paese scelga la pace», dice Moran Stella Yanai. È il messaggio con cui collega la propria vicenda alla speranza che Israele possa orientarsi verso una soluzione pacifica.

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