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Vita da remoto: la Georgia batte 16 Paesi, ecco la top 10

La classifica 2026 valuta visti, burocrazia, banche, salute e connessione per individuare le destinazioni più semplici dove lavorare a distanza.

Georgia, Perù, Sudafrica, Thailandia, Malesia, Vietnam, Croazia, Ungheria, Portogallo ed Emirati Arabi Uniti: sono queste le dieci destinazioni più favorevoli a chi vuole trasferirsi continuando a lavorare online. La graduatoria mette a confronto la praticità della vita quotidiana, non soltanto l’attrattiva turistica dei Paesi considerati.


Europa vicina, ma non senza pratiche

Croazia, Ungheria e Portogallo possono interessare chi preferisce restare relativamente vicino all’Italia. La presenza di infrastrutture e servizi non cancella però gli adempimenti richiesti a chi intende fermarsi a lungo: in tutti e tre i Paesi sono previste registrazioni obbligatorie e procedure legate all’identificazione fiscale.

Nella parte alta dell’elenco compaiono invece Thailandia e Malesia, rispettivamente al quarto e al quinto posto. Entrambe dispongono di programmi di visto rivolti ai lavoratori da remoto e presentano una gestione bancaria giudicata moderatamente complessa; tra i punti critici segnalati figurano però i rischi connessi agli eventi naturali.


Il trasferimento pesa più del viaggio

L’idea di restare in una città scoperta durante una vacanza può trasformarsi nel progetto di una nuova vita. Per chi lavora a distanza, il rientro non è necessariamente l’unica opzione, ma la scelta di stabilirsi all’estero richiede di affrontare aspetti che spesso restano fuori dall’immaginario del viaggio.

Documenti, registrazioni, servizi finanziari, copertura sanitaria e collegamento alla rete diventano elementi decisivi. Anche una connessione instabile può creare problemi concreti quando una giornata di lavoro comprende riunioni e contatti con clienti o aziende che si trovano in un altro Paese.


Georgia in testa per semplicità

Il primo posto è occupato dalla Georgia, che secondo l’analisi presenta il numero più contenuto di ostacoli nella gestione ordinaria. Per gli stranieri l’apertura di un conto bancario può avvenire mostrando soltanto il passaporto e, in alcuni casi, richiedere poche ore.

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Un ulteriore vantaggio riguarda gli adempimenti iniziali: chi lavora da remoto non deve registrare la residenza né procurarsi un codice fiscale locale. Questi fattori hanno inciso più degli altri sulla posizione della Georgia, davanti a Perù e Sudafrica.


Cosa distingue le altre destinazioni

Il Perù offre la possibilità di ottenere una residenza permanente senza scadenza partendo da una soglia di reddito contenuta. La sua posizione è tuttavia penalizzata dall’esposizione ai terremoti e agli effetti del fenomeno di El Niño.

Il Sudafrica, terzo classificato, semplifica alcuni passaggi per i non residenti: non è richiesto registrare l’indirizzo e non serve un codice fiscale. Il giudizio complessivo risulta meno positivo, invece, per quanto riguarda l’assistenza sanitaria.

Il Vietnam occupa il sesto posto, seguito dai tre Paesi europei già citati e dagli Emirati Arabi Uniti. L’ordine deriva dal Digital Nomad Friction Index 2026 di Holafly, che ha esaminato 17 destinazioni popolari tra i nomadi digitali.

La valutazione prende in considerazione la difficoltà dei visti, il peso della burocrazia locale, la disponibilità dei servizi bancari, la qualità della connettività, l’accesso alle cure e la probabilità di interruzioni. L’obiettivo è quindi misurare gli impedimenti che possono emergere dopo l’arrivo, quando il trasferimento deve diventare una routine stabile.

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