Romania, dove la strada entra nella montagna: il canyon di Bicaz
Pareti alte oltre 300 metri, rapide, gallerie e il Lago Rosso: lungo la DN12C le Gole di Bicaz trasformano un semplice viaggio nei Carpazi in un percorso spettacolare.
Per alcuni chilometri la strada sembra infilarsi nel cuore della montagna. Da una parte scorre il fiume Bicaz, dall’altra si alzano pareti calcaree altissime: in certi punti restano visibili soltanto la carreggiata, una striscia d’acqua e poche porzioni di cielo. È questo l’impatto delle Gole di Bicaz, nella Romania orientale, attraversate dalla DN12C tra la Transilvania e la Moldavia rumena.
Quando la valle si chiude
Il percorso si trova nei Carpazi Orientali, all’interno del Parco Nazionale delle Gole di Bicaz-Hășmaș. Curve, brevi gallerie e sporgenze rocciose accompagnano il viaggio per diversi chilometri, mentre sorgenti e cascate compaiono lungo i versanti. Nei settori più aperti è possibile fermarsi per osservare il canyon; altrove la strada passa così vicino alle pareti da dare l’impressione di attraversare la roccia.
Il tratto più noto è la Gola dell’Inferno, chiamata anche Gola del Diavolo, dal romeno Gâtul Iadului. Qui il passaggio diventa particolarmente stretto e le pareti verticali arrivano a poche decine di metri l’una dall’altra. Il fiume corre sul fondo con maggiore impeto, formando rapide e vortici tra le cavità scavate dall’acqua.
Poco oltre, il paesaggio cambia ancora. La valle lascia spazio al Lago Rosso, nato nel 1837 dopo una grande frana che sbarrò il corso dell’acqua. Dal bacino emergono ancora i tronchi degli alberi rimasti sommersi, mentre sentieri e punti panoramici consentono di osservare la zona da una prospettiva diversa.
Una gola costruita dall’acqua
Le pareti del canyon sono composte da calcari giurassici. Per milioni di anni il Bicaz e i suoi affluenti hanno eroso la massa rocciosa dei Monti Hășmaș, approfondendo gradualmente la valle e modellando le forme che oggi dominano il percorso.
In alcuni settori le rocce superano i 300 metri di altezza. Tra le formazioni più riconoscibili spicca Piatra Altarului, conosciuta anche come Altar Stone, che raggiunge quasi 1120 metri. Il sistema idrografico comprende inoltre diversi corsi d’acqua secondari: il Cupaș, il Lapoș, il Bicăjel e lo Șugău danno origine ad altre gole e alimentano sorgenti, rapide e cascate.
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Il canyon offre anche itinerari per chi preferisce camminare. Il sentiero verso Suhardul Mic è lungo circa 3 km e conduce a un punto panoramico rivolto sulle gole e sulle montagne vicine. Altri percorsi attraversano le Gole di Bicăjelului, mentre l’itinerario verso Piatra Altarului richiede una preparazione più tecnica; le pareti calcaree sono frequentate anche dagli appassionati di arrampicata.
La fauna riflette la natura montana dell’area. Nel parco sono presenti orso bruno, lince, cervo e lupo, oltre a numerosi uccelli legati agli ambienti rocciosi, tra cui aquila reale, picchio muraiolo, rondone maggiore, gallo cedrone e merlo acquaiolo. Tra le specie più rare segnalate figura la farfalla Apollo.
Il viaggio tra due regioni
La DN12C collega Gheorgheni, in Transilvania, con Bicaz, nella storica regione della Moldavia rumena. Partendo da Gheorgheni si procede verso Piatra Neamț e si incontra prima il Lago Rosso; arrivando invece da Piatra Neamț, si raggiunge Bicaz lungo la DN15 e si continua poi sulla DN12C verso le gole.
L’automobile è il mezzo più comodo per combinare il canyon, il lago e i sentieri del parco. La strada comprende 12 tornanti e vari passaggi stretti; nei periodi di maggiore affluenza il traffico può aumentare, rendendo necessaria una guida prudente.
La visita non si limita però a rocce e panorami. Lungo il tragitto si trovano bancarelle con ceramiche artigianali, manufatti in legno, tessuti ricamati, formaggi di pecora e conserve ottenute da frutti selvatici. Al Lago Rosso, inoltre, è possibile seguire altri percorsi e partecipare ad attività sull’acqua, in netto contrasto con l’ambiente severo delle gole.
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