Vetulonia, il tesoro etrusco che riemerge tra tombe e rovine
Nel borgo maremmano di Castiglione della Pescaia, necropoli, reperti e abitazioni raccontano la storia di una città fiorita prima dell’ascesa di Roma.
Il tumulo del Diavolino II è uno dei punti più imponenti della necropoli di Vetulonia: misura circa 60 metri di diametro e conserva un lungo corridoio d’accesso, il dromos, diretto verso una camera funeraria quadrangolare. La copertura a pseudocupola e il tamburo circolare composto da tre file di blocchi lavorati ne fanno una delle testimonianze più rilevanti dell’architettura funeraria etrusca.
Poco distante, lungo il medesimo percorso, si incontra la Tomba del Belvedere, una sepoltura a camera databile tra gli ultimi decenni del VII e il VI secolo a.C. Le tombe monumentali sono immerse nelle colline maremmane e permettono di leggere, attraverso la loro struttura, il rango delle famiglie che le fecero costruire.
Douglas
-20% su ordini da 69€ da Douglas
Le necropoli mostrano la ricchezza
Il percorso della Via dei Sepolcri si sviluppa a circa due chilometri dall’abitato e conduce ad alcuni dei monumenti funerari più importanti dell’antica città. I grandi tumuli sono legati alla fase di maggiore prosperità di Vetulonia e conservano il ricordo delle consuetudini funerarie delle élite locali.
Tra i monumenti principali spicca la Tomba della Pietrera, costruita nella seconda metà del VII secolo a.C. Il suo tumulo raggiunge un diametro vicino ai 60 metri e, in origine, doveva elevarsi per 14 metri. All’interno sono presenti due ambienti sovrapposti: il primo, circolare, cedette probabilmente già durante i lavori o poco dopo; il secondo, di forma quadrangolare, venne realizzato al di sopra e coperto da una pseudocupola con sostegno centrale.
Gli scavi hanno restituito ceramiche, manufatti di pregio e parti di sculture in calcare con figure maschili e femminili. Si tratta di reperti considerati tra le prime espressioni della scultura monumentale etrusca.
Il museo riunisce la storia del colle
Nel cuore del borgo, piazza Vetluna ospita il Museo civico archeologico Isidoro Falchi. Le sette sale, distribuite su due livelli, seguono l’evoluzione del territorio dalla cultura villanoviana alle fasi etrusca, ellenistica e romana.
Le collezioni comprendono monili in metalli preziosi, vasellame, armature e manufatti bronzei provenienti soprattutto dalle sepolture aristocratiche. Tra i nuclei più importanti figurano quelli del Circolo dei Leoncini d’Argento, della Fibula d’Oro, delle tombe a Circolo delle Pellicce e del tumulo di Poggio Pelliccia.
Un posto centrale è occupato dalla stele del guerriero Auvele Feluske, realizzata nel periodo orientalizzante, tra la fine dell’VIII e il VII secolo a.C. Il museo espone inoltre materiali recuperati dagli antichi quartieri di Costa Murata, Costia dei Lippi e Poggiarello Renzetti, utili per ricostruire sia gli edifici sia la vita quotidiana.
L’istituzione porta il nome di Isidoro Falchi, il medico e archeologo che nell’Ottocento avviò le ricerche decisive per riportare Vetulonia nella storia.
Tra case antiche e luoghi di culto
Fuori dal centro si estende l’area di Poggiarello Renzetti, nota anche come Scavi Città. Qui il visitatore percorre un tratto della via Decumana, lastricata in pietra, affiancata da abitazioni e ambienti di deposito organizzati intorno a cortili interni. Sono ancora leggibili anche alcune opere destinate alla gestione dell’acqua, tra pozzi, vasche e canalizzazioni fognarie.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
La Domus di Medea prende il nome dalle terrecotte decorative rinvenute durante gli scavi, collegate al mito della figura mitologica. Nell’area si trova anche la Domus dei Dolia, una residenza di grandi dimensioni chiamata così per i recipienti di notevole capacità scoperti in un locale probabilmente utilizzato per conservare le provviste. Accanto si apre la sala dei banchetti, con rivestimenti marmorei, pareti dipinte e pavimento in cocciopesto.
Le zone di Costa Murata e Costia dei Lippi completano la visita. Nella seconda sono riconoscibili una strada pavimentata e strutture di contenimento appartenenti a un quartiere abitativo ellenistico; nella prima emergono un altro tracciato viario e case ornate da elementi architettonici in terracotta.
A Costa Murata è stata individuata una domus con ampio atrio e cisterna al centro, utilizzata tra il II e il I secolo a.C. Una raccolta votiva con ceramiche greche fa pensare che il luogo fosse stato destinato inizialmente al culto, prima della costruzione delle abitazioni.
Un borgo nato sopra una città scomparsa
Vetulonia si trova nel comune di Castiglione della Pescaia, in provincia di Grosseto. Il paese occupa un rilievo della Maremma e offre ampie vedute sulla pianura grossetana; il centro storico, raccolto, può essere esplorato a piedi tra edifici medievali, strade panoramiche e tracce dell’insediamento più antico.
Nella parte alta si trovano le Mura dell’Arce, formate da grandi blocchi disposti secondo una geometria poligonale. Per lungo tempo furono interpretate come una porzione della fortificazione etrusca, ma le ricerche più recenti hanno proposto una diversa lettura: potrebbero essere state costruite per sostenere un’area sacra.
A sostegno di questa ipotesi c’è il rinvenimento di un deposito votivo con manufatti bronzei, oggi conservati nel museo cittadino. Da questa zona si può proseguire verso piazza Vetluna e poi raggiungere gli scavi e le tombe situati fuori dall’abitato.
Le origini del centro risalgono al IX secolo a.C., quando sul colle esisteva già un villaggio legato alla cultura villanoviana. Nel VII secolo a.C. Vetulonia conobbe il suo momento di massima espansione, sostenuta dalla lavorazione dei metalli, favorita dalla presenza delle miniere, e dagli scambi con il Mediterraneo e con l’Europa.
Dopo una fase di arretramento, la città attraversò una nuova stagione di crescita sotto Roma, tra il III e la metà del I secolo a.C. Furono costruiti isolati residenziali, strade lastricate e grandi domus. In seguito il centro perse progressivamente rilievo e il suo nome venne dimenticato: il colle fu associato prima a Colonna e poi a Colonna di Buriano.
La riscoperta iniziò nel XIX secolo con Isidoro Falchi, che dal 1880 condusse le indagini archeologiche. Le necropoli e i corredi funerari riportati alla luce dimostrarono l’importanza dell’antica città; nel 1887 il paese recuperò ufficialmente il nome di Vetulonia.
Continua a leggere
Autunno italiano, 4 tappe che il Times mette in vetrina
Da Siena a Palermo, passando per Roma e Pompei, un itinerario tra fotografia, palazzi storici, spettacoli e archeologia lontano dalla folla estiva.
Trentino, la svolta oltre i numeri: turismo lento e territorio certificato
Tra autunno, neve, cultura e sport, il Trentino punta su accessibilità, mobilità sostenibile e qualità della vita per residenti e visitatori.
Barcellona cambia strategia: l’algoritmo che disperde i turisti
La città prova a ridurre la pressione sui luoghi più visitati con consigli personalizzati, nuovi itinerari e una selezione dei viaggiatori ritenuti più affini al suo modello.
Il sisma dietro le porte: 4 aperture speciali in Abruzzo
Tra ottobre e novembre 2026, quattro luoghi storici dell’Abruzzo saranno visitabili gratuitamente per mostrare restauri, danni e testimonianze artistiche riemerse dopo il terremoto.