Venezia si rinnova: tre luoghi dove passato e futuro si incontrano
Dai capolavori restaurati della Vera Croce alle opere di Gianmaria Potenza e al nuovo percorso del Correr, la città aggiorna il racconto della propria identità.
Venezia continua a cambiare il modo in cui racconta se stessa. Nelle Gallerie dell’Accademia, il recupero dei grandi teleri rinascimentali restituisce luce a una pagina della storia cittadina; a Ca’ Pesaro, invece, la ricerca di Gianmaria Potenza traduce la laguna in forme contemporanee. Nel frattempo, il Museo Correr prepara un nuovo itinerario dedicato alla memoria della Serenissima.
Il filo che unisce questi interventi è il rapporto tra conservazione e rilettura. Le testimonianze del passato non vengono presentate come reperti immobili, ma inserite in percorsi capaci di coinvolgere il pubblico e di mettere in dialogo epoche, materiali e linguaggi differenti.
I teleri tornano protagonisti
Tre opere del Ciclo dei Miracoli della Vera Croce sono nuovamente visibili alle Gallerie dell’Accademia dopo un restauro durato sei anni. Realizzati tra il 1496 e il 1500 per la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, i dipinti comprendono la Processione in piazza San Marco e il Miracolo della reliquia della Croce al ponte di San Lorenzo di Gentile Bellini, oltre al Miracolo della reliquia della Croce al ponte di Rialto di Vittore Carpaccio.
Le scene non mostrano soltanto episodi legati alla reliquia, ma offrono anche una rappresentazione dettagliata della Venezia rinascimentale. Tra ponti, campielli, palazzi, altane e imbarcazioni, compaiono abitanti riconoscibili dagli abiti e dal ruolo sociale, mentre la città appare come un centro attraversato da scambi e presenze diverse.
Le indagini diagnostiche e l’eliminazione delle vernici ormai alterate hanno consentito di recuperare la brillantezza dei colori e una lettura più chiara delle composizioni. Dal 2027 il cantiere si sposterà sugli altri cinque teleri, nella Sala XX, e resterà aperto ai visitatori: il pubblico potrà seguire direttamente le varie fasi del lavoro.
L’operazione è stata promossa sotto la guida del direttore Giulio Manieri Elia, con la direzione tecnica di Maria Chiara Maida e Cristiana Sburlino. L’esecuzione è stata affidata alla cooperativa CBC Conservazione Beni Culturali, coordinata da Caterina Barnaba, con il sostegno di Save Venice Inc.
Potenza trasforma la città in materia
Il passaggio alla contemporaneità avviene a Ca’ Pesaro, dove la mostra “Gianmaria Potenza. Io, Venezia. Forma, Luce, Materia” riunisce circa trenta opere in occasione dei novant’anni dell’artista. L’esposizione, aperta fino al 22 novembre, è promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e dalla Fondazione Potenza Tamini, con la curatela di Elisabetta Barisoni e Valeria Loddo.
Pittura, disegno, legno, mosaico e scultura documentano diverse fasi della ricerca di Potenza, con un’attenzione speciale ai lavori più recenti. Tra le opere presentate ci sono i bronzi inediti Vela 1, Vela 2 e Astrolabio 2, insieme a Venia in Verde e Venezia in Azzurro, due sculture degli anni Ottanta provenienti da raccolte private austriache.
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Il percorso comprende anche la Libreria dell’Artista, realizzata nel 2009 e ispirata alla Biblioteca Marciana. Donata ai Musei Civici, l’opera esiste in un solo esemplare e lega la dimensione concreta della materia all’idea della conoscenza e della trasmissione del sapere.
«Venezia è la matrice della mia ricerca e continua a essere il riferimento costante del mio lavoro», ha spiegato Potenza presentando il progetto. L’artista ha aggiunto che le sue opere nascono dal confronto con la luce, i colori, la materia e la storia della città, considerata il luogo che gli ha insegnato a osservare e a creare.
Il Correr prepara una nuova lettura
Anche il Museo Correr è interessato da un processo di rinnovamento. Dopo la riapertura delle Sale Reali nel 2022, la Fondazione Musei Civici prosegue il programma con la riprogettazione del primo piano, sostenuta dalla Città di Venezia e dal Comité Français pour la Sauvegarde de Venise.
Il nuovo percorso sarà distribuito in diciassette sale. Due ambienti sono stati adottati dal Comité: uno ricostruirà la dimensione privata di Teodoro Correr, mentre l’altro sarà dedicato all’immagine di Venezia come Stato-città.
L’intervento punta a riorganizzare il racconto storico attraverso le collezioni del museo, migliorando sia la comunicazione sia l’accessibilità. Particolare rilievo avrà la sala sulle istituzioni venete, dove l’eredità museografica di Carlo Scarpa verrà riletta attraverso il confronto tra i ritratti dei Procuratori di San Marco e gli abiti e i paramenti cerimoniali del periodo.
Dai dipinti della Vera Croce alle opere di Potenza, fino alla revisione degli spazi del Correr, Venezia mostra così un patrimonio in movimento. La memoria resta il punto di partenza, ma il suo significato viene continuamente aggiornato attraverso il restauro, la ricerca artistica e nuove modalità di visita.
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