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Viaggi 5 min di lettura12 ott

Oxford d’autunno: i luoghi da non perdere e come prenotarli

Un fine settimana tra college storici, biblioteche monumentali, musei e scorci simbolo, con qualche attenzione in più per organizzare gli ingressi.

Per entrare nella Biblioteca Bodleiana non basta inserirla nell’itinerario: le visite interne richiedono una prenotazione anticipata. Il percorso guidato di 30 minuti consente di accedere alla Biblioteca Duke Humfrey e alla Scuola della Divinità, con accompagnamento in inglese e tariffe da 12,50 sterline a persona. I biglietti vengono messi in vendita l’1 e il 15 di ogni mese per le settimane successive.

Anche la Sala della Divinità può richiedere un titolo d’ingresso separato, acquistabile sul posto quando lo spazio non è incluso nella visita. Molte escursioni guidate mostrano infatti soltanto l’esterno della biblioteca: per visitare gli ambienti storici è quindi opportuno controllare con attenzione cosa comprende la prenotazione.

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Christ Church richiede organizzazione

Il Christ Church College resta una delle tappe più affascinanti, ma presentarsi senza prenotazione può essere rischioso soprattutto nei periodi di maggiore affluenza. I biglietti per la settimana successiva vengono normalmente pubblicati ogni venerdì alle 9, secondo l’orario locale britannico, e conviene acquistarli attraverso il sito ufficiale.

Chi ha una prenotazione deve arrivare in biglietteria con 10-15 minuti di anticipo. L’ingresso comprende il parco, la cattedrale e gli spazi più celebri del complesso, tra cui la scalinata in pietra comparsa in Harry Potter e la pietra filosofale e il Grande Refettorio, ambiente che ha contribuito a ispirare la sala di Hogwarts.

Fondato nel 1546 per iniziativa di Enrico VIII, il college è ancora oggi tra i più prestigiosi dell’Università di Oxford. La visita permette di attraversare cortili e sale ricchi di storia, in un’atmosfera resa ancora più suggestiva dalle antiche architetture.


College: visite da pianificare

Oxford conta 39 college universitari, ma non tutti sono accessibili ai visitatori. Le aperture possono cambiare con l’inizio delle lezioni, previsto dalla metà di ottobre, oppure essere sospese per cerimonie, eventi e altre attività accademiche.

Per questo è preferibile verificare in anticipo giorni e orari, invece di scegliere direttamente sul posto. Tra gli istituti più interessanti figurano Merton, Magdalen, Queen’s, St Mary the Virgin, Brasenose, Trinity, Balliol e New College.

Una visita guidata con accompagnatore locale o ex studente consente di conoscere anche il Trinity College, fondato nel 1555. In questo caso l’accesso riguarda i cortili, i giardini e le aree esterne, mentre alcune stanze e i dormitori visibili lungo il percorso restituiscono un’idea della vita universitaria.

Oxford è legata anche alla storia di J.R.R. Tolkien: lo scrittore frequentò l’Exeter College e in seguito insegnò al Merton College. Quest’ultimo risale al 1264 ed è considerato uno dei più antichi della città.


Il cuore monumentale della città

La Biblioteca Bodleiana conserva circa 13 milioni di volumi ed è una delle raccolte librarie più antiche d’Europa. Tra i materiali custoditi figurano una copia della Bibbia di Gutenberg e manoscritti originali della Magna Carta, elementi che spiegano il suo rilievo culturale.

Di fronte si trova la Radcliffe Camera, edificio circolare diventato uno dei simboli più riconoscibili di Oxford. Realizzata intorno alla metà del Settecento, oggi è riservata agli studenti universitari e non può essere visitata all’interno.

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Una prospettiva panoramica si può invece raggiungere dalla torre della chiesa di St Mary the Virgin. L’accesso alla chiesa è gratuito, mentre per salire sul campanile è previsto un pagamento. Poco distante, dall’altro lato della strada, compare il Bridge of Sighs, il ponte che unisce due parti dell’Hertford College.

La struttura, tutelata dal patrimonio britannico, collega gli uffici amministrativi con dormitori e sale di studio. Il suo nome richiama il ponte veneziano omonimo, anche se l’aspetto ricorda maggiormente il Ponte di Rialto; il passaggio resta visibile soltanto dall’esterno.


Mercato e musei per completare il giro

Il Mercato coperto di Oxford è una sosta piacevole anche in un itinerario dedicato soprattutto ai monumenti. La struttura risale al 1774 e nacque per trasferire le bancarelle dalle vie principali, contribuendo a ridurre sporcizia e disordine nel centro.

Al suo interno si trovano punti di ristoro, botteghe artigiane, specialità dolciarie, profumi e prodotti locali, oltre a negozi di souvenir. Gli spazi non sono molto ampi, ma permettono di alternare una pausa gastronomica a una passeggiata al riparo dal clima autunnale.

Quando piove o rimane tempo per una visita culturale, l’Ashmolean Museum offre una delle collezioni più importanti di arte e antichità dell’Inghilterra. Nato nel 1683, è conosciuto in particolare per le ceramiche inglesi e per i reperti egizi; nella bella stagione dispone anche di una terrazza panoramica e di una sala da tè.

Un’alternativa a ingresso libero è il Pitt Rivers Museum, che raccoglie oggetti archeologici ed etnografici provenienti da diverse aree del mondo. Nel centro non mancano inoltre le librerie, tappa naturale in una città dalla lunga tradizione accademica.


Perché fermarsi più di un giorno

Un fine settimana di inizio ottobre permette di cogliere Oxford in un momento particolare: quello dell’arrivo dei nuovi studenti nei college. Le strade acciottolate si riempiono di grandi valigie, scatoloni e famiglie impegnate ad accompagnare i ragazzi verso la loro nuova esperienza universitaria.

L’atmosfera può evocare l’idea di una vita tra letteratura inglese, biblioteche storiche e antiche mura. Per apprezzare davvero la città, però, è meglio non ridurre la visita a poche ore o a una semplice escursione da Londra, anche se quest’ultima rimane una soluzione possibile quando il tempo è limitato.

La scelta di Oxford nasce anche dal desiderio di tornare nel Regno Unito dopo un precedente fine settimana primaverile trascorso tra Bath e le Cotswolds. In un viaggio lungo la strada conviene evitare un programma troppo fitto: nei villaggi delle Cotswolds le tappe sono numerose e meritano ritmi più lenti.

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