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Sinis, tra fenicotteri e quarzo: il volto inatteso della Sardegna

Lagune, villaggi di pescatori, statue nuragiche e antiche città rendono la penisola del Sinis uno dei territori più singolari dell’isola.

Nel Sinis il paesaggio non è soltanto una cornice, ma il risultato di un rapporto antico tra comunità, acqua e territorio. La penisola, nella Sardegna centro-occidentale e in provincia di Oristano, riunisce zone umide, coste dalle tonalità insolite, testimonianze archeologiche e piccoli centri legati alla pesca.

Il cuore di questo equilibrio è lo stagno di Cabras, attorno al quale per generazioni si sono organizzate attività, abitazioni e tradizioni. Oggi la trasformazione dell’ambiente lagunare ha ridotto la disponibilità di alcune specie e ha spinto molti pescatori ad affiancare il lavoro in laguna a quello in mare.


La laguna che ha cambiato volto

Un tempo le acque dello stagno offrivano pesce in abbondanza, soprattutto muggini e anguille, oltre a piante utilizzate per realizzare imbarcazioni e strutture domestiche. All’alba i pescatori uscivano sulle is fassonis, imbarcazioni ottenute intrecciando vegetazione palustre, e rientravano poi in abitazioni basse costruite con materiali raccolti nelle aree umide.

La situazione attuale è diversa. L’incremento della salinità, i mutamenti dell’ecosistema e la presenza del granchio blu hanno inciso sulla fauna, mentre il numero dei pescatori è sceso a circa un centinaio. Alla Peschiera Mar’e Pontis è possibile conoscere questa evoluzione attraverso un museo dedicato alla storia della laguna e del lavoro locale.


Un paradiso per gli uccelli

Le zone umide intorno a Cabras conservano un importante valore naturalistico. Qui si possono avvistare fenicotteri rosa, aironi rossi, garzette, cavalieri d’Italia, falchi di palude e polli sultani, in un ambiente che alterna acque aperte, canneti e stagni costieri.

Tra le specie presenti figura anche il fistione turco, anatra che utilizza quest’area come uno dei principali luoghi italiani per la nidificazione. Il muggine resta invece l’animale più legato alla storia economica e gastronomica della laguna, insieme alla bottarga ottenuta dalle sue uova.


Dalle statue nuragiche a Tharros

A Cabras il Museo civico Giovanni Marongiu conserva una parte dei Giganti di Mont’e Prama, sculture in pietra di dimensioni superiori ai due metri. Le statue, realizzate durante l’età nuragica tra il X e l’VIII secolo a.C., furono scoperte casualmente nel 1974 all’interno della necropoli di Mont’e Prama.

Le figure sono state interpretate dagli studiosi come arcieri, pugilatori e guerrieri. Il complesso comprendeva anche altre strutture funerarie e rappresenta una delle più importanti testimonianze della scultura nuragica in Sardegna.

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Sul promontorio di Capo San Marco, nella parte meridionale della penisola, si estende invece l’area archeologica di Tharros. L’insediamento ebbe origini nuragiche, fu fondato da coloni fenici alla fine dell’VIII secolo a.C. e conobbe nuove fasi di sviluppo sotto i Cartaginesi e i Romani, prima di essere abbandonato gradualmente nell’XI secolo.

Il percorso tra le rovine comprende strade, edifici pubblici e privati, terme e strutture portuali. Sul versante rivolto verso il mare sono visibili due colonne ricostruite di un tempio tetrastilo, edificio religioso di epoca romana repubblicana risalente alla seconda metà del I secolo a.C. La visita può svolgersi a piedi oppure, quando il servizio è attivo, utilizzando un piccolo convoglio turistico.


Il litorale dai granelli colorati

Le spiagge del Sinis devono la loro fama ai frammenti di quarzo che compongono il litorale e che assumono sfumature bianche, rosate e verde pallido. Is Arutas, Mari Ermi e Maimoni sono le località più note, ma ciascuna presenta caratteristiche paesaggistiche proprie.

Is Arutas, a circa 14 chilometri da Cabras, è delimitata da speroni rocciosi e presenta granuli simili a chicchi di riso. L’acqua diventa profonda dopo pochi metri dalla battigia, rendendo interessanti anche le escursioni con maschera e boccaglio. Più a nord, Mari Ermi si sviluppa per circa 2,5 chilometri e alterna quarzo a sabbia fine; alle sue spalle si trova uno stagno frequentato da numerosi uccelli. Maimoni, a sud di Is Arutas, combina a sua volta frammenti chiari e sabbia sottile, con un risultato dominato dal bianco e da leggere sfumature rosa.


Borghi, chiese e tradizioni

San Giovanni di Sinis, villaggio di pescatori distante circa 12 chilometri da Cabras, conserva alcune abitazioni tradizionali realizzate con il giunco, pianta tipica delle aree umide locali. La chiesa omonima è tra gli edifici cristiani più antichi della Sardegna: il nucleo centrale con cupola risale probabilmente al VI secolo d.C., mentre navate e abside furono aggiunte in epoche successive, tra il IX e l’XI secolo.

A San Salvatore di Sinis l’atmosfera cambia ancora. Tra gli anni Settanta e Novanta il borgo ospitò le riprese di diverse pellicole ambientate nel vecchio West, tra cui Giarrettiera Colt (1968), diretto da Gian Andrea Rocco e con Nicoletta Machiavelli nel cast.

La vita del paese si concentra soprattutto durante la festa del Santissimo Salvatore, che comprende la Corsa degli Scalzi: i partecipanti accompagnano senza calzature il simulacro religioso da Cabras fino al villaggio. Nel cuore dell’abitato la chiesa di San Salvatore, edificata nel XVIII secolo sopra un luogo di culto più antico, custodisce l’accesso a un ipogeo con corridoi, ambienti, un pozzo centrale e incisioni di epoche differenti. L’origine delle parti più antiche non è ancora stata chiarita del tutto.

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