6.000Lettori online ora
Viaggi 3 min di lettura5 giorni fa

Val Mivola d’autunno: borghi, feste e sapori da non perdere

Nove comuni della provincia di Ancona si raccontano tra vendemmie, pane artigianale, legumi antichi e borghi fortificati, con appuntamenti che vanno da settembre a fine novembre 2026.

Con l’arrivo dell’autunno, la Val Mivola cambia ritmo e mette in fila paesaggi collinari, cucina tradizionale e borghi storici. Nel territorio che unisce costa e entroterra della provincia di Ancona, il calendario 2026 concentra una serie di feste che permettono di scoprire il territorio in modo lento e molto concreto.


Un viaggio che unisce costa e colline

L’itinerario tocca nove comuni distesi tra i fiumi Misa e Nevola: Arcevia, Barbara, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Ostra, Ostra Vetere, Senigallia, Serra de’ Conti e Trecastelli. Il tratto distintivo è proprio questo intreccio tra mare e campagna, con soste che alternano degustazioni, camminate nei centri storici e aperture speciali dedicate alle tradizioni locali.

L’idea di fondo è quella di un turismo senza fretta, costruito attorno a cantine, piazze animate e tavole condivise. In questo quadro, i mesi autunnali diventano il momento più favorevole per entrare nel lato più autentico della Val Mivola e per seguire eventi che richiamano pubblico sia dai dintorni sia da fuori regione.


Arcevia apre con l’uva

Il primo grande appuntamento è ad Arcevia, dove dal 24 al 27 settembre 2026 andrà in scena la Festa dell’Uva, giunta alla 70ª edizione. Il borgo, conosciuto anche come antica Rocca Contrada e spesso definito “Belvedere delle Marche”, punta sulla sua vocazione agricola e conviviale.

La manifestazione, premiata di recente con il riconoscimento “Evento di Qualità” al Senato della Repubblica, propone degustazioni nelle “Locande del Buon Ristoro” e richiama l’attenzione anche con la “Vergara in Gara”, sfida tra sfogline per scegliere la miglior tagliatella fatta a mano. A completare la visita ci sono la Collegiata di San Medardo, le opere di Luca Signorelli, Giovanni Della Robbia ed Ercole Ramazzani e le mura che dominano la vallata.


Senigallia e il mondo del pane

Dal 9 all’11 ottobre 2026, il centro della scena si sposta a Senigallia con Pane Nostrum – Salone Nazionale dei Lievitati. Foro Annonario, Piazza Manni e il centro storico ospitano un programma che trasforma la città in un punto di riferimento per panificazione e lievitati.

L’evento unisce una parte professionale, pensata per gli operatori B2B, a un percorso aperto ai visitatori. Tra show cooking, masterclass sulle farine alternative, assaggi guidati e la “Temporary Bakery”, il pubblico può osservare da vicino la preparazione di pani, pizze e dolci artigianali.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Corinaldo tra festa e mistero

Più avanti, il 24, 25, 30 e 31 ottobre, Corinaldo richiama visitatori con la Festa delle Streghe. Il borgo, racchiuso da una cinta muraria poligonale lunga quasi un chilometro, sfrutta il suo profilo medievale per creare un’atmosfera da Halloween molto riconoscibile.

Nel programma trovano posto taverne, tunnel della paura, attività per bambini, musica firmata Radio Halloween, l’elezione di “Miss Strega” e i fuochi d’artificio finali. Fuori dai giorni di festa, il paese continua a offrire luoghi molto noti come la Scalinata della Piaggia, il Pozzo della Polenta, il Teatro Goldoni e il Santuario di Santa Maria Goretti.


I castelli chiudono la stagione

L’ultima parte dell’autunno è affidata ai centri più raccolti della vallata. A Piticchio, dal 6 all’8 novembre 2026, la Festa d’Autunno riporta in primo piano San Martino, le cantine del borgo e i piatti tipici come polenta, cinghiale in umido, baccalà e dolci marchigiani. Qui trovano spazio anche il camminamento di ronda e il Museo del Giocattolo, che conserva oltre 4.500 pezzi in legno, latta e ghisa.

Dal 27 al 29 novembre 2026, invece, Serra de’ Conti chiude il calendario con la Festa della Cicerchia. Nel centro storico illuminato da bracieri e ceri, la zuppa di cicerchia servita nella pagnotta si affianca a crescie farcite, Verdicchio, botteghe di antichi mestieri e alla visita del Museo delle Arti Monastiche “Le Stanze del Tempo Sospeso”, ospitato nell’ex Monastero di Santa Maria Maddalena.

Insieme, questi appuntamenti compongono un percorso che mescola paesaggio, memoria e cucina. La Val Mivola, in autunno, si presenta così come una destinazione da attraversare con calma, seguendo il calendario delle sue feste e il ritmo dei suoi borghi.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere