Turismo 2026, la classifica ribalta le attese: Italia nella top ten
Il Giappone guida la graduatoria mondiale, mentre l’Italia resiste tra le destinazioni più solide nonostante il peso crescente di costi e sovraffollamento.
Giappone, Stati Uniti, Spagna, Australia, Francia, Germania, Regno Unito, Cina, Svizzera e Italia: sono questi i dieci Paesi considerati più competitivi per viaggi e turismo nel 2026. La graduatoria vede una netta presenza europea, con sei nazioni del continente ai vertici, ma assegna il primo posto a una destinazione asiatica.
Tra i protagonisti della crescita c’è anche l’Albania, il Paese che nel confronto con il 2024 ha fatto registrare il progresso più marcato: il suo punteggio è aumentato del 7%. A favorire l’avanzata sono stati soprattutto il potenziamento dei voli, il miglioramento dei servizi dedicati ai visitatori e lo sviluppo delle infrastrutture.
Il turismo globale continua a rafforzarsi
Il quadro complessivo mostra un’evoluzione positiva: il 92% delle economie valutate ha ottenuto risultati migliori rispetto al 2024. L’area Asia-Pacifico, in particolare, è quella che ha accelerato di più nell’ultima rilevazione, mentre diversi mercati emergenti stanno riducendo le distanze dalle destinazioni tradizionalmente più forti.
La valutazione è stata costruita esaminando 110 economie e 102 indicatori, riuniti in 17 ambiti. Il World Economic Forum ha considerato, tra gli altri aspetti, la qualità dei trasporti, i collegamenti aerei, la sicurezza, la diffusione delle tecnologie digitali, i prezzi, l’accoglienza riservata agli stranieri e la capacità di sostenere i flussi senza danneggiare territori e comunità.
Italia decima, ma il punteggio sale
Con 4,93 punti su 7, l’Italia occupa il decimo posto mondiale. Nel confronto con il 2024 ha arretrato di una posizione, ma il risultato numerico è comunque cresciuto dell’1,3%; rispetto al 2019, l’incremento raggiunge il 3,6%.
Il Paese beneficia del patrimonio storico e artistico, delle città d’arte, dell’offerta culturale e di una rete di strutture capace di sostenere viaggi in periodi diversi dell’anno. La presenza accanto a Giappone, Stati Uniti, Spagna e Francia conferma la solidità del sistema italiano, pur evidenziando anche le difficoltà tipiche delle destinazioni più mature.
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La popolarità porta nuove pressioni
L’afflusso elevato di visitatori presenta infatti un rovescio della medaglia. L’aumento dei prezzi, la concentrazione stagionale e geografica delle presenze e il sovraccarico su trasporti, servizi e territori rappresentano problemi sempre più rilevanti per le mete già affermate.
La sfida non riguarda quindi soltanto la capacità di attirare turisti, ma anche quella di distribuire meglio i flussi e governarne l’impatto. È una questione che accomuna molte delle nazioni presenti nella parte alta della graduatoria.
Il Giappone conquista la vetta
Il primo posto spetta al Giappone, che raggiunge quota 5,27 e guadagna due posizioni rispetto al 2024. Secondo l’analisi, uno dei suoi punti di forza consiste nella capacità di orientare i viaggiatori anche verso aree meno conosciute.
L’obiettivo è ridurre la pressione sulle località più frequentate e distribuire entrate e presenze in modo più equilibrato. Tokyo, Kyoto e Osaka restano poli centrali, ma la strategia punta a valorizzare anche altre zone del Paese, in una fase caratterizzata da arrivi internazionali molto elevati.
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