Tharros, rovine e bagno nello stesso percorso: il luogo da scoprire
Nel Sinis la visita a una città stratificata tra Fenici, Cartaginesi e Romani conduce direttamente alla spiaggia di San Giovanni e alla Torre spagnola.
A Tharros il confine tra archeologia e mare praticamente scompare: dopo aver camminato accanto a strade antiche, luoghi di culto e strutture termali, si può raggiungere la spiaggia di San Giovanni di Sinis. Il sito si trova sulla costa occidentale della Sardegna, in una posizione panoramica che permette di alternare la visita alle rovine e una sosta sul litorale.
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Una città antica affacciata sul mare
L’area archeologica occupa l’estremità meridionale della penisola del Sinis, nel territorio comunale di Cabras, tra Capo San Marco e l’abitato di San Giovanni di Sinis. Il promontorio, protetto dal maestrale e dalle correnti, offriva un approdo favorevole alle imbarcazioni e un collegamento naturale con le rotte commerciali del Mediterraneo.
La fondazione viene attribuita ai Fenici tra l’VIII e il VII secolo a.C. In seguito Tharros passò sotto l’influenza cartaginese: furono rafforzate le difese, sorsero edifici religiosi e si sviluppò una zona destinata alla lavorazione dei metalli. Tra le testimonianze di quel periodo figurano le fortificazioni del colle di Su Murru Mannu, le necropoli, il tofet e il tempio delle semicolonne doriche.
Roma ha ridisegnato l’insediamento
Nel 238-237 a.C., dopo la prima guerra punica, la Sardegna entrò nei domini di Roma e anche Tharros venne integrata nel nuovo sistema politico. L’abitato mantenne un ruolo commerciale, ma la sua struttura fu aggiornata con pavimentazioni stradali, opere per lo smaltimento delle acque e una rete più efficiente per distribuire la risorsa idrica.
A questa fase appartengono gli edifici termali, il castellum aquae e diversi resti di aree pubbliche e luoghi sacri. Le strutture oggi visibili sono quindi il risultato della sovrapposizione di epoche differenti, con elementi romani costruiti o adattati sopra precedenti presenze puniche.
Dal Medioevo alla spiaggia
L’insediamento rimase attivo anche durante i periodi paleocristiano e bizantino e conservò una certa importanza nel giudicato d’Arborea. Il progressivo declino portò all’abbandono nell’XI secolo; nel 1071 la sede episcopale fu trasferita a Oristano. Nei secoli successivi, numerosi edifici vennero smantellati per recuperare pietre e materiali da impiegare in nuove costruzioni.
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A breve distanza dagli scavi si estende la spiaggia della Torre di San Giovanni, con sabbia, tratti rocciosi e una vista aperta sul golfo di Oristano. Il litorale prende il nome dalla torre costruita dagli Spagnoli nel XVI secolo per controllare la costa e segnalare eventuali incursioni dal mare. L’accesso è stato riaperto nel luglio 2026 dopo una chiusura causata da una frana.
Come organizzare la visita
Chi arriva in automobile deve dirigersi da Oristano verso Cabras e poi seguire la strada per San Giovanni di Sinis, attraversando la penisola fino alla zona archeologica. Dalla SS131, l’uscita indicata per chi proviene da Cagliari è Oristano Sud–Santa Giusta; arrivando da nord si può utilizzare Oristano Nord. Da lì si prosegue verso Cabras, Torre Grande e San Giovanni di Sinis.
Le aree di sosta si trovano nella borgata, a una distanza compresa tra 500 e 800 metri dall’ingresso: l’ultimo tratto va percorso a piedi. In alternativa si può raggiungere la stazione ferroviaria di Oristano e continuare con gli autobus, verificando prima le corse stagionali dirette a San Giovanni di Sinis sul portale dell’Arst.
Biglietti e consigli pratici
L’accesso può essere acquistato attraverso il sito della Fondazione Mont’e Prama, che gestisce il complesso, oppure presso la biglietteria. Il prezzo intero è di 10 euro, la tariffa ridotta ammonta a 7 euro, mentre studenti e ragazzi con meno di 17 anni pagano 5 euro. L’ingresso è gratuito per i bambini fino a 5 anni e per alcune categorie, compresi gli abitanti di Cabras e Solanas.
Il percorso si svolge in larga parte all’aperto. Sono quindi utili calzature adatte, una scorta d’acqua e una protezione contro il sole, soprattutto durante l’estate. L’accessibilità per le persone in carrozzina è parziale.
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