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Sant’Ivo alla Sapienza, riaperta la chiesa di Borromini

Dopo il restauro, l’edificio nel cortile dell’ex Sapienza è visitabile gratis nei feriali dalle 9:30 alle 13:30.

La chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza ha riaperto al pubblico a Roma dopo un lungo intervento di restauro. L’accesso è gratuito dal lunedì al venerdì, dalle 9:30 alle 13:30.

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Il restauro degli interni

I lavori hanno restituito agli spazi interni le diverse sfumature di bianco progettate da Francesco Borromini, dalle tonalità più calde a quelle più fredde. L’effetto non riguarda soltanto l’aspetto decorativo: il rapporto tra i colori accentua le ombre e mette in risalto la profondità degli stucchi.

La soprintendente speciale di Roma, Daniela Porro, ha definito l’intervento “virtuosistico”. Le superfici curve, concave e convesse, accompagnano lo sguardo fino alla cupola e danno all’ambiente un aspetto insieme raccolto e imponente.

Alessandro Giuli, ministro della Cultura, ha ricordato come Borromini abbia fatto della geometria e della luce due elementi centrali del progetto, trasformando la chiesa in uno spazio dove il rigore matematico si unisce alla libertà creativa.


La pianta e i simboli

Sant’Ivo alla Sapienza si trova nel cortile dell’antico complesso universitario, oggi sede dell’Archivio di Stato di Roma, e resta poco visibile dalla strada. La sua pianta è formata dall’intersezione di due triangoli contrapposti, che creano un esagono stellato con absidi e angoli convessi alternati.

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Sull’origine di questa soluzione gli studiosi non hanno raggiunto una conclusione condivisa. Secondo alcune interpretazioni, la figura richiama l’ape dei Barberini, simbolo di Urbano VIII; altre letture la collegano invece alla simbologia della Sapienza o a modelli architettonici più antichi.

Anche le decorazioni combinano riferimenti religiosi e richiami alle famiglie dei pontefici coinvolti nella costruzione. Api e soli rimandano ai Barberini, le colombe con il ramo d’ulivo ai Pamphili di Innocenzo X, mentre i monti raffigurati negli stucchi e sulla facciata richiamano i Chigi di Alessandro VII. Le stelle a sei punte evocano Salomone e i due triangoli equilateri rappresentano la Trinità.

Borromini fu nominato architetto della Sapienza nel 1632, durante il pontificato di Urbano VIII Barberini. Da oggi la chiesa può essere visitata gratuitamente negli orari stabiliti.

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