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Viaggi 5 min di lettura49 min fa

Hotel e borghi limitano i set degli influencer

Autorizzazioni, orari e accessi regolati cercano di ridurre affollamento, disagi e riprese non consentite

Hotel, borghi e località turistiche stanno limitando le attività degli influencer per contenere affollamento, riprese invasive e problemi di privacy.

Un sondaggio condotto su oltre 10.000 viaggiatori tra Europa, Americhe e Australia ha rilevato che il 68 per cento degli intervistati ha avuto la sensazione di conoscere già una destinazione mai visitata, dopo averla vista sui social. La diffusione delle immagini modifica così anche il modo di scegliere e vivere una meta.

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Le immagini che spostano i flussi

L’Austria ha provato a distribuire i visitatori con la campagna Non Disclosure Austria. Österreich Werbung ha presentato oltre 120 suggerimenti per l’inverno attraverso immagini pixelate e segnali acustici, lasciando che fossero gli utenti a scoprire luoghi meno noti indicati dagli stessi austriaci.

Per accedere alle informazioni era necessario sottoscrivere un accordo di riservatezza dal valore simbolico. L’iniziativa mirava a ridurre la concentrazione sulle mete più pubblicizzate e a promuovere una presenza turistica più equilibrata; ha inoltre ricevuto un Webby, riconoscimento internazionale dedicato ai contenuti digitali.

L’effetto delle immagini virali si vede anche in Alto Adige. Nel 2025 la regione ha superato 38 milioni di pernottamenti e i visitatori asiatici sono diventati il quarto mercato estero, dopo Italia, Germania e Stati Uniti. Tra loro figurano soprattutto sudcoreani, cinesi, giapponesi e taiwanesi, spesso attratti da fotografie già diffuse in rete.


Hotel e luoghi chiedono nuove regole

All’Hôtel du Cap-Eden-Roc di Antibes, aperto dal 1870 e frequentato da celebrità internazionali, i servizi fotografici richiedono oggi un’autorizzazione. Alcuni visitatori arrivavano per il pranzo con valigie piene di abiti e gioielli, trasformando più volte il proprio aspetto per realizzare contenuti negli spazi dell’albergo.

La direzione ha considerato anche la tutela degli altri clienti, molti dei quali vivono la struttura come una casa per le vacanze e non intendono comparire nei video altrui. Per chi vuole comunque realizzare immagini ricordo, l’hotel offre un fotografo interno.

Misure analoghe sono state adottate da The Hollies, azienda agricola e negozio a conduzione familiare nel Cheshire. Dopo la notorietà ottenuta in seguito ai contenuti pubblicati da Molly-Mae Hague, già concorrente di Love Island, il punto vendita ha chiesto di evitare fotografie e video negli orari di maggiore affluenza. Le produzioni professionali devono essere concordate in anticipo.


Dalle strade chiuse alle barriere

A Pomfret, nel Vermont, la strada sterrata vicino a Sleepy Hollow Farm è stata interdetta ai non residenti durante il periodo dei colori autunnali. La casa era diventata una delle mete più fotografate della stagione e l’aumento delle presenze aveva provocato auto nei fossi, danni agli orti e accessi abusivi alle proprietà private.

A Fujikawaguchiko, in Giappone, è stata installata una barriera per impedire la vista di una celebre inquadratura. I visitatori si fermavano in mezzo alla strada o davanti ai cortili privati per fotografare un minimarket con il monte Fuji sullo sfondo.

Hallstatt, villaggio austriaco patrimonio dell’UNESCO con meno di 800 abitanti, ha affrontato una pressione simile. I visitatori si concentrano in pochi metri quadrati attorno a un punto panoramico e nell’estate 2026 i resoconti hanno indicato picchi di 10.000 persone al giorno, con ingressi bloccati e proteste per il rumore.

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Nel 2023 era stata collocata in via sperimentale una barriera di legno, poi rimossa dopo le polemiche. Un cartello ha ricordato ai turisti che il paese non è soltanto un fondale fotografico, ma anche un luogo abitato.


Le restrizioni nelle mete italiane

A Portofino, dal 2023, nei mesi estivi sono state istituite zone rosse sul Molo Umberto I e in Calata Marconi. Tra le 9 e le 18 non è possibile fermarsi a lungo né formare assembramenti; le multe possono arrivare a 275 euro. Il Comune ha precisato che non esiste un divieto di scattare fotografie, ma non consente di sostare sul molo per mettersi in posa.

In Val Gardena, nell’estate 2025, quattro proprietari di pascoli lungo il sentiero del Seceda avevano installato un tornello chiedendo 5 euro per raggiungere il belvedere sulle Odle. Arno Kompatscher, presidente della Provincia, lo aveva giudicato privo di legittimità, riconoscendo però la pressione esercitata dal turismo legato alle immagini.

Nel 2026 la funivia del Seceda ha introdotto la prenotazione in rete con fasce orarie. Il biglietto di andata e ritorno è passato da 52 a 74 euro.


Accessi controllati in montagna

In Val di Funes, da maggio a novembre, una sbarra limita il transito sulla strada diretta alla chiesetta di Santa Maddalena. Possono passare i residenti e le persone che soggiornano nella zona; gli altri devono lasciare l’auto più lontano e proseguire a piedi.

Al rifugio Friedrich August, tra il Col Rodella e il Passo Sella, la popolarità dei dolci ripieni di crema alla vaniglia ha prodotto code fino a 300 persone a circa 2.300 metri di quota. I krapfen, venduti a 3 o 4 euro e spesso terminati prima delle 10, sono comparsi in numerosi contenuti su Instagram e TikTok.

L’Azienda per il turismo della Val di Fassa ha interrotto da due stagioni la collaborazione con gli influencer. Gli albergatori altoatesini, invece, osservano che molti visitatori asiatici prenotano con largo anticipo e restano soltanto un paio di giorni, prima di proseguire verso Cortina, Venezia o Milano.

Carlo Alberto Zanella, presidente del Cai Alto Adige, li ha descritti come visitatori ordinati e rispettosi, segnalando però che alcuni affrontano i sentieri senza equipaggiamento adeguato, anche con le ciabatte.


Il modello del Lago di Braies

Il Lago di Braies ha sperimentato una delle forme più strutturate di regolazione. Nell’estate del 2018 la valle aveva registrato 1,2 milioni di presenze in tre mesi, con quasi 18.000 visitatori nella giornata di punta, concentrati lungo l’unica strada di accesso.

Oggi, dal 1° luglio al 15 settembre, tra le 9 e le 16 si può raggiungere la Valle di Braies soltanto con i mezzi pubblici, a piedi, in bicicletta oppure con una prenotazione del parcheggio o un permesso di transito. L’obiettivo è limitare il traffico generato da visite brevi e concentrate sullo scatto più conosciuto.

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