Sant’Efisio, 80 chilometri a piedi da Cagliari a Nora
Il percorso attraversa cinque comuni, saline, boschi, siti archeologici e la costa sud-occidentale della Sardegna
Il cammino di Sant’Efisio collega Cagliari a Nora lungo circa 80 chilometri. L’itinerario attraversa cinque comuni del Sud-Ovest della Sardegna e riprende i luoghi del pellegrinaggio dedicato al martire guerriero, pur seguendo tratti diversi dalla processione tradizionale.
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Un itinerario ancora da completare
Il percorso prende avvio dalla chiesa di Sant’Efisio, nel quartiere Stampace di Cagliari, dove si trova l’ipogeo in cui il santo sarebbe stato imprigionato. La destinazione è la chiesetta romanica di Nora, nella frazione costiera di Pula, considerata il luogo del martirio.
A ottobre 2026 il cammino non era ancora del tutto pronto: in diversi punti mancavano i segnali e alcuni segmenti dovevano essere definiti dai cinque Comuni coinvolti. Alcune tappe possono comunque essere affrontate, preferibilmente con una guida del posto, soprattutto nei tratti boschivi meno riconoscibili.
L’itinerario è legato alla processione che ogni anno, dal 1° al 4 maggio, accompagna il simulacro da Cagliari a Nora. «Per noi devoti Sant’Efisio è prima di tutto Efisio», ha spiegato Mauro, membro dell’Arciconfraternita del Gonfalone di Sant’Efisio martire di Cagliari, descrivendo il santo come una presenza familiare a cui rivolgersi nei momenti difficili.
Tra saline, nuraghi e foreste
Lasciata Cagliari, il tracciato passa vicino alle Saline Conti Vecchi. La zona umida ospita fenicotteri rosa, aironi, cavalieri d’Italia e oltre 50 specie di uccelli acquatici, insieme a pesci, crostacei e vegetazione tipica degli ambienti lagunari.
Il cammino prosegue tra pendii che scendono dalle montagne verso il mare, in un’area conosciuta come Su Spantu, espressione sarda che significa “stupore”. Lungo il percorso si incontrano anche la Tomba dei Giganti, alcuni nuraghi e il Parco Naturale Regionale del Gutturu Mannu.
Con i suoi 19.750 ettari, Gutturu Mannu comprende foreste, cascate, guglie granitiche e alberi secolari. Quattro dei cinque comuni attraversati dal cammino rientrano nel parco, dove sono presenti specie endemiche e aree boschive prive di segnaletica completa: per le deviazioni è quindi consigliato affidarsi a persone che conoscano bene il territorio.
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Le tappe fino a Nora
Il percorso tocca Capoterra, Sarroch, Villa San Pietro e Pula, oltre a Cagliari. Nella processione religiosa Sarroch ospita il simulacro per una notte; il corteo raggiunge poi Pula e, dopo il passaggio nel centro abitato, arriva a Nora.
L’ultimo tratto segue la foce del Rio Pula, attraversa la macchia mediterranea e raggiunge la spiaggia ai piedi del promontorio di Capo di Pula. Prima della chiesetta dedicata a Sant’Efisio è possibile visitare il Parco Archeologico di Nora, con le testimonianze delle epoche fenicia, punica e romana.
La processione, invece, parte il 1° maggio dalla chiesa di Stampace. A Giorgino, nel villaggio dei pescatori, avviene il cambio degli abiti del simulacro: dal vestito da cerimonia si passa a quello da viaggio, mentre la statua viene trasferita dal cocchio dorato al carro trainato dai buoi. «Su un cocchio dorato la statua del nostro Santo esce dalla chiesa accolta da una grande folla, tra petali di rose, canti e preghiere», ha raccontato Mauro.
L’accoglienza nei paesi
Ogni comune di tappa accoglie i camminatori con momenti di incontro, ristori e la possibilità di far apporre la credenziale sul passaporto del pellegrino. In genere è il parroco a occuparsi della registrazione e, per chi lo desidera, della benedizione.
A Villa San Pietro una famiglia del posto mostra ai visitatori la tracca, il carro tradizionale trainato dai buoi. Un tempo utilizzato nei lavori agricoli, oggi viene decorato per la processione con fiori, spighe di grano, tessuti ricamati, lenzuola e tappeti sardi realizzati al telaio.
La preparazione richiede settimane o mesi di lavoro condiviso. Greka Collu, figlia dei proprietari del carro, lo ha definito «un pezzo importante della nostra cultura agropastorale sarda», sottolineando il valore della tradizione e la necessità di trasmetterla ai nuovi visitatori.
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