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Perugia, weekend in bici tra cioccolato e acqua

Un percorso di 48 ore unisce il museo del cacao, i luoghi dell’acqua e il Lago Trasimeno

Perugia propone un itinerario cicloturistico di 48 ore che collega la cultura del cioccolato alle testimonianze legate all’acqua, fino al Lago Trasimeno.

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Le origini della Perugina

In via Alessi 23 è possibile visitare il LAB – Luisa Annibale Base, ricavato negli spazi della prima sede produttiva della Perugina. L’attività cominciò qui nel 1907, dopo che Luisa e Annibale Spagnoli avevano rilevato nel 1901 la Confetteria Corelli.

Il percorso conserva elementi dell’antico laboratorio, tra cui i piani in marmo usati per preparare zucchero e cioccolato, una camera refrigerata d’epoca e parte degli impianti originari. Anche gli ambienti dell’ex negozio sono stati ricostruiti con arredi comparsi nella fiction televisiva dedicata a Luisa Spagnoli.

Luisa Spagnoli ebbe un ruolo decisivo nello sviluppo dell’azienda e nel 1922 ideò il Bacio Perugina. La pralina nacque con il nome Cazzotto, legato alla forma che ricordava una nocca, prima che Giovanni Buitoni proponesse la denominazione diventata celebre.


Il museo dedicato al cacao

Nel fine settimana si può inserire anche la visita alla Città del Cioccolato, aperta nel novembre 2025 nell’ex Mercato Coperto di Piazza Matteotti. Il museo occupa 2.800 metri quadrati e racconta la storia del cacao, dalle civiltà mesoamericane alla diffusione europea e alla produzione contemporanea.

L’esperienza dura circa un’ora e comprende ambientazioni multimediali, tra cui una volta di 400 metri quadrati ispirata alla foresta equatoriale. Il percorso affronta anche la storia italiana del cioccolato, il suo legame con la pubblicità e il costume, oltre ai temi della biodiversità, del clima e delle condizioni di lavoro nelle piantagioni.

Tra i materiali esposti figurano la raccolta Kramsky, formata da numerosi incarti storici, e l’insieme di più di tremila oggetti appartenuti a Roberto Caraceni. Al livello inferiore è stata ricreata una coltivazione con gli alberi del cacao e i loro frutti, mentre la mostra fotografica Mujeres del Cacao presenta scatti realizzati in Venezuela da Jesús Ochoa.


Degustazioni e attività pratiche

La visita prevede l’assaggio di tre cioccolatini e può essere ampliata con attività a pagamento. Nel laboratorio Fabbrica Bean to Bar si osservano le fasi che portano dalle fave alla tavoletta, dalla tostatura alla lavorazione finale, con la possibilità di preparare un prodotto personale insieme a un cioccolatiere.

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L’esperienza pratica dura 40 minuti, richiede l’ingresso al museo e viene proposta con prenotazione. Sono disponibili anche una degustazione guidata di quattro cioccolati di diversa origine, un laboratorio per famiglie e attività per bambini dedicate alla decorazione di dolci e alla coltivazione di un seme di cacao.

All’uscita si trova il Choco Shop, che riunisce 150 produttori italiani e internazionali. Una passerella lignea collocata a circa sei metri dal suolo conduce inoltre alla cosiddetta Prigione di San Francesco, ambiente medievale associato dalla tradizione alla prigionia del giovane Francesco d’Assisi dopo la battaglia di Collestrada del 1202.


Dalla Fontana Maggiore al lago

Il secondo giorno può iniziare in Piazza IV Novembre con la Tazza Maggiore, una cioccolata calda servita davanti alla Fontana Maggiore. Il monumento fu realizzato tra il 1278 e il 1280 da Nicola e Giovanni Pisano, con il contributo progettuale di Fra Bevignate, per celebrare l’arrivo in città dell’acqua proveniente dalle sorgenti di Monte Pacciano.

L’acquedotto sfruttava la pressione naturale per affrontare i dislivelli e portare l’acqua fino al centro abitato, costruito in altura. Le decorazioni della fontana raffigurano mesi, segni zodiacali, attività agricole, arti liberali e figure bibliche, storiche e allegoriche.

Da Piazza IV Novembre il percorso prosegue lungo l’antico acquedotto, oggi attraversato a piedi dalla Via dell’Acquedotto tra abitazioni in pietra e vedute sui tetti di Perugia. Un’altra tappa è il Pozzo Etrusco, struttura sotterranea risalente alla seconda metà del III secolo a.C.

L’itinerario ciclabile conduce poi verso il Tevere, seguendo le tracce delle lavandaie di Pretola, e termina sulle sponde del Lago Trasimeno. Il progetto Come l’acqua per il cioccolato è stato sviluppato dalla Città del Cioccolato insieme a Umbria & Bike e affianca il programma di Eurochocolate, in calendario a Perugia dal 13 al 22 novembre 2026 con la 32esima edizione, intitolata Fate Dolci.

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