Salsomaggiore, la sorpresa di Forbes: terme, palazzi e rinascita
Dai fasti del Kursaal ai nuovi percorsi benessere, la località parmense riscopre il patrimonio Liberty e torna tra le mete italiane da conoscere.
Tra corridoi di bambù, specchi e vicoli senza uscita, il Labirinto della Masone offre una delle esperienze più singolari nei dintorni di Salsomaggiore Terme. Il complesso, ideato da Franco Maria Ricci, unisce il percorso vegetale a una raccolta d’arte con opere comprese tra il Cinquecento e il Novecento.
Tra rocche, affreschi e bambù
Il territorio circostante amplia l’offerta con luoghi storici di grande rilievo. A Fontanellato, la Rocca Sanvitale conserva la Saletta di Diana e Atteone, decorata dal Parmigianino, oltre a una Camera Ottica dell’Ottocento: un gioco di specchi proietta all’interno ciò che accade nella piazza esterna.
A breve distanza si trova anche il Castello di Scipione, tuttora legato ai discendenti dei Pallavicino. Il percorso di visita attraversa sale decorate, ambienti arredati e un loggiato seicentesco dal quale lo sguardo raggiunge le colline.
Il centro ritrova il suo splendore
È il recupero dell’architettura storica a sostenere il nuovo capitolo di Salsomaggiore. Forbes ha inserito la località in un reportage dedicato alla sua trasformazione in meta per il benessere, indicando nel Grand Hotel Salsomaggiore Terme & Spa uno dei simboli del rilancio: con le sue cinque stelle, è l’unica struttura di questa categoria in città.
L’edificio, inaugurato nel 1902, ha riacquistato vitalità dopo un intervento durato cinque anni. All’interno, marmi e immagini d’epoca ricostruiscono l’atmosfera degli anni in cui l’albergo accoglieva una clientela prestigiosa. Anche il centro urbano è stato sottoposto a restauri e l’ufficio turistico ha predisposto passeggiate per scoprire i principali edifici cittadini.
Un altro tassello è QC Terme Salsomaggiore, ospitato nel Palazzo Berzieri. La struttura, rivestita di marmi, mosaici e dettagli dorati, sorge nell’area degli antichi pozzi di sale e riporta al centro la vocazione termale che ha segnato la storia locale.
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Dalle cure alla stagione mondana
L’origine della fortuna cittadina è racchiusa già nel nome: “salso” richiama la natura salina delle acque sotterranee. Nel 1839 il medico Lorenzo Berzieri utilizzò quei getti salsobromoiodici per sottoporre a bagni quotidiani una bambina malata di scrofola, una forma di tubercolosi. Da quell’esperienza prese forma la reputazione di Salsomaggiore come luogo adatto a chi cercava sollievo per problemi articolari, respiratori, cutanei e circolatori.
In seguito la località affiancò alle terapie un’immagine più elegante e mondana, anche grazie al Casinò Kursaal, costruito secondo i canoni dello stile Liberty. Nei primi decenni del Novecento, i suoi ambienti ospitavano il gioco della roulette e la città veniva paragonata a Monte Carlo.
Il passato glorioso e la lunga frenata
La massima espansione arrivò tra gli anni Cinquanta e Settanta. Le prestazioni termali prescritte ai lavoratori venivano sostenute dallo Stato e, in molti casi, il contributo comprendeva anche l’alloggio: la domanda fece crescere rapidamente il numero degli alberghi.
In quel periodo il Grand Hotel divenne inoltre la sede delle finali di Miss Italia per oltre quarant’anni. Tra le aspiranti del 1950 figurava Sophia Loren, allora iscritta al concorso con il titolo di Miss Lazio.
La riduzione degli aiuti pubblici durante gli anni Ottanta e Novanta indebolì il modello economico su cui si reggeva il turismo termale. Diverse strutture ricettive finirono per chiudere, mentre Salsomaggiore attraversò una fase di perdita di attrattiva. Oggi il recupero degli edifici, le nuove proposte termali e le visite nei dintorni alimentano il tentativo di riportare la città al centro dell’attenzione.
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