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Viaggi 4 min di lettura1 ora fa

Rotterdam, la foresta sospesa dove le case sfidano la geometria

Trentotto abitazioni inclinate formano uno dei complessi più singolari d’Europa, tra ambienti realmente abitati, una casa museo e una storia nata dalla ricostruzione della città.

A Rotterdam esiste un quartiere in cui distinguere un tetto da una parete non è affatto immediato. Le Kubuswoningen, costruite come una sequenza di grandi cubi gialli inclinati, ospitano ancora oggi abitazioni vere e proprie, con stanze, cucine e scale organizzate dentro una struttura fuori dagli schemi.

Il complesso si trova nel cuore della città, vicino al Porto Vecchio e alla stazione di Rotterdam Blaak. Da lontano appare come una foresta artificiale sospesa sopra un passaggio pedonale; entrando in una delle case, invece, si scopre quanto la scelta estetica incida sulla vita quotidiana, dagli arredi ai movimenti sotto i soffitti inclinati.

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Vivere dentro forme inclinate

Ogni unità nasce da un pilastro esagonale in cemento, che contiene l’ingresso e il collegamento verticale. Su questa base poggia il volume abitativo, ruotato di 45 gradi rispetto all’impostazione tradizionale: le pareti diagonali e le finestre orientate in modo insolito diventano così elementi centrali dell’esperienza domestica.

Le abitazioni misurano circa 100 metri quadrati e si sviluppano su tre livelli. Al piano inferiore trovano posto soggiorno, cucina e servizi; più in alto si trovano le camere e un bagno, mentre la zona terminale, più piccola ma luminosa, può essere utilizzata come studio, stanza supplementare o area per il riposo.

La superficie effettivamente sfruttabile è tuttavia ridotta dall’inclinazione delle pareti. Armadi, librerie e mobili dalle forme convenzionali non sempre si adattano agli angoli disponibili, rendendo necessaria una progettazione degli interni particolarmente accurata. Alcune vetrate guardano verso il cielo, altre incorniciano la strada o gli edifici vicini.

Chi vuole vedere l’interno può visitare la Kijk-Kubus Museumwoning, una casa museo arredata con cucina, zona giorno e camere. I materiali esposti aiutano a capire il progetto di Piet Blom, mentre gli ambienti mostrano il contrasto tra l’impatto monumentale visto dall’esterno e la dimensione più raccolta degli spazi domestici.


Una foresta nata dalla ricostruzione

La storia delle Kubuswoningen si lega alla trasformazione di Rotterdam dopo il bombardamento tedesco del 14 maggio 1940, che colpì duramente il centro storico. Nei decenni successivi la città divenne un terreno di sperimentazione per architetti e urbanisti alla ricerca di nuove forme di abitare.

Piet Blom, vicino alla corrente dello Strutturalismo, immaginò abitazioni private collocate sopra un’area pubblica destinata ai percorsi, alle attività commerciali e agli incontri. L’idea prese forma alla fine degli anni ’70; il cantiere partì nel 1982 e si concluse nel 1984, con la realizzazione di 38 case cubiche e di altri volumi destinati a funzioni differenti.

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Il riferimento progettuale comprendeva anche il Ponte Vecchio di Firenze, preso come esempio di sovrapposizione tra costruzioni e spazio di passaggio. La lettura più suggestiva resta però quella simbolica: per Blom ogni abitazione doveva raffigurare un albero, con il pilastro esagonale a fare da tronco e il cubo inclinato a evocare la chioma.

La ripetizione di queste forme avrebbe creato una sorta di bosco urbano. Da questa concezione deriva il nome Blaakse Bos, cioè Foresta di Blaak, con cui il complesso è ancora conosciuto.


Il colpo d’occhio dal Porto Vecchio

L’effetto cambia continuamente a seconda del punto da cui si osservano le costruzioni. Nei passaggi pedonali i volumi sembrano incastrarsi tra loro, mentre le superfici gialle, i tetti grigi e le punte rivolte verso il cielo compongono una successione di triangoli e spigoli.

Una prospettiva particolarmente efficace si apre dall’Oude Haven, il Porto Vecchio di Rotterdam. Le case cubiche emergono sopra gli edifici tradizionali affacciati sull’acqua e dialogano visivamente con le imbarcazioni storiche ormeggiate lungo le banchine.

A breve distanza si trova la Witte Huis, realizzata alla fine del XIX secolo e considerata uno dei primi grattacieli d’Europa. In pochi minuti a piedi si raggiunge anche la Markthal, il mercato coperto inaugurato nel 2014, riconoscibile per la grande volta e per la decorazione che ricopre la parte interna.


Come raggiungere il complesso

Le Kubuswoningen sorgono lungo Overblaak, in posizione centrale, accanto alla stazione di Rotterdam Blaak. Qui arrivano treni, metropolitana e collegamenti urbani; dalla stazione centrale di Rotterdam il tragitto in treno richiede pochi minuti.

Per chi preferisce camminare, il percorso da Rotterdam Centraal è lungo circa 2 chilometri e attraversa alcune delle aree commerciali e architettoniche più interessanti della città. L’osservazione degli spazi esterni è gratuita, mentre per accedere alla casa museo è necessario acquistare un biglietto.

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